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Lucia Azzolina, e la didattica dell’imbuto

Direttore d'orchestra
Lucia Azzolina, e la didattica dell’imbuto

Vorrei prendere spunto dalla frase, “gli studenti non sono imbuti da riempire”, invero infelice nella forma ma non nella sostanza, del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Il Ministro Azzolina è stata eletta nelle liste del Movimento cinque stelle nel 2018; provenendo dal mondo della scuola, è stata scelta per fare prima il sottosegretario all’Istruzione e in seguito il Ministro.

È difficile individuare con chiarezza le basi ideologiche e filosofiche del Movimento 5 stelle, ma senz’altro non possiamo ignorare che il filosofo francese Jean Jacques Rousseau svolge un’importanza fondamentale nella scelta di alcune bandiere del Movimento.

Si dice che l’imperturbabile vita di Emmanuel Kant nella sua Königsberg, vita sulle cui abitudini quotidiane i suoi concittadini regolavano gli orologi, sia stata totalmente stravolta dalla lettura de “la nouvelle Eloise” e “le contract social” di Rousseau, pubblicati nel 1761/62.

Rousseau fu un rivoluzionario, fu il primo teorico della alienazione dell’uomo nella società moderna, alienazione nata dalla oppressione delle istituzioni sociali, fu il primo a teorizzare la eliminazione della proprietà privata, proprietà privata intesa come origine delle ineguaglianze dell’uomo e quindi di tutti i crimini, guerre e misfatti dell’umanità.

L’uomo avrebbe dovuto ritornare allo “stato di natura”, a una situazione originaria in cui l’uomo è per natura buono, uguale e libero.

Questo sarebbe stato possibile, secondo Rousseau, attraverso un “nuovo contratto sociale”, che avrebbe dovuto sostituire la legge del più forte sul più debole : la democrazia diretta, che avrebbe dovuto compiersi in una assemblea plenaria collettiva, periodica, dove ogni cittadino avrebbe avuto diritto di parola e che avrebbe dato origine al governo attraverso “la volontà generale”.

Bertrand Russel avrebbe molti anni dopo ironizzato sulla “volonté générale”, che, priva del filtro dei partiti e di qualsiasi corpo intermedio, sarebbe stata alla origine della idea assolutistica di Stato propria del nazionalsocialismo e del fascismo, e in effetti il “buon selvaggio” di Rousseau sicuramente mostra qualche parentela con l’”Oltreuomo” di Nietzsche, capace di ritornare ad attingere a valori pre-cristiani, pre-metafisici, pre-civili, pre-socratici.

Da qui probabilmente la incertezza sulla reale natura del Movimento, è di destra o di sinistra? In Rousseau sono valide entrambe le interpretazioni.

Noi vorremmo interpretarlo però come quell’autore che, in quanto teorizzatore della alienazione dell’uomo moderno, ha anticipato alcuni temi della Scuola di Francoforte.

E ritorniamo velocemente all’imbuto di cui sopra.

Horkheimer e Adorno, nella loro “Dialettica dell’Illuminismo” (1947), in polemica con i Lumi come lo era Rousseau, rintracciano nell’Illuminismo l’origine della Razionalità Strumentale, cioè quella forma di razionalità propria della società industriale, che tende, attraverso un uso degradato della tecnologia e della scienza, a stabilire un dominio sulla Natura e sull’Uomo, dominio che a sua volta crea l’alienazione economica dell’uomo e la repressione dei suoi impulsi vitali.

E qui il ministro Azzolina ha ragione, perché una di queste forme di razionalità oppressiva è sicuramente la “didattica dell’imbuto”, per usare la sua geniale definizione, cioè quella idea efficentistica dell’educazione che considera gli studenti come dei semplici contenitori da riempire il più veloce possibile.

Rousseau al contrario predicava, nell’Emilio del 1762, che il giovane, ragazzo o bambino, vada rispettato in quanto individualità umana e che sia necessario favorire lo sviluppo spontaneo delle sue qualità senza imporgli delle regole stringenti, nella consapevolezza che “il faut perdre du temps”, cioè è necessario perdere del tempo.

Insegnare significa passare molto tempo con l’allievo, a volte anche con l’impressione che si perda del tempo.

Ma attenzione, Rousseau non intendeva che i ragazzi possano “perdere tempo”, ma che gli insegnanti debbano “perdere molto tempo” con i loro allievi.

Per questo, dove possibile, caro Ministro, rimettiamo insieme, come chiedeva Rousseau, maestri e allievi….. e certamente: senza imbuto.

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