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Parità e disabilità. Dall’Expoaid 2026 grandi novità

Giornalista Pubblicista, Avvocato. Esperta di parità di genere, sicurezza sociale e parità etnica-razziale
Parità e disabilità. Dall’Expoaid 2026 grandi novità

Quanti sono i portatori di disabilità in Italia?

Risponde l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane: nel nostro Paese, le persone disabili sono quasi 13 milioni. il che significa il 22% della popolazione, più di un italiano su 5.

Di esse oltre 3 milioni sono in condizione di grave disabilità e tra queste, quasi 1 milione e 500 mila ha un’età superiore a 75 anni (fonte ISTAT).

13 milioni di persone, rileva l’Osservatorio, di cui moltissime vivono da sole (il 32,1% è a rischio di povertà). I servizi loro dedicati sono scarsi, come pure le risorse stanziate a loro favore (quasi tutte impiegate ad erogare pensioni) e così chi è portatore di disabilità si ritrova necessariamente assistito dalle proprie famiglie che devono sopperire alle mancanze di assistenza delle istituzioni nazionali e locali (un fenomeno tra l’altro destinato ad ampliarsi con il costante allungamento dell’aspettativa di vita).

In questo contesto nel 2025 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 62/2024 (ora ancora in fase di sperimentazione progressiva con entrata a regime dal 1 gennaio 2027) che ha di fatto rivoluzionato l’approccio al sistema introducendo per la prima volta il concetto di “Progetto di Vita Individuale, Personalizzato e Partecipato” .

Non un protocollo standard (di costi e procedure) uguale per tutti bensì un percorso personalizzato che pone al centro i desideri e le scelte della persona interessata. Le novità principali riguardano la valutazione multidimensionale, il budget di progetto e un’équipe multidisciplinare che include la persona con disabilità e la sua famiglia

Un progetto individuale, dunque, personalizzato e partecipato volto a migliorare la qualità della vita: un passo avanti concreto per superare definitivamente la cultura fondata sull’assistenza e per abbracciare quella dell’autodeterminazione. Una trasformazione che, sulla carta, riguarda milioni di cittadini ma che, nella pratica, ha ancora bisogno di territori capaci di dimostrare che quel cambiamento sia possibile ottimizzando, e non disperdendo, le risorse pubbliche.

Fra questi, spicca oggigiorno il nome dell’ Ambito 9 della Bassa Bresciana Centrale tanto da essere stato invitato a ExpoAid 2026 appena conclusosi (il più grande evento nazionale in Italia dedicato al Terzo Settore, all’inclusione e al mondo della disabilità) come esperienza pilota nell’attuazione del nuovo “Progetto di Vita”.

Al centro, una rete integrata fra istituzioni, privati e associazioni che ha permesso di contraddistinguerne già un primo riconoscimento di eccellenza.

Una rivoluzione silenziosa.

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