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Presidente Conte, ma il sesso?

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Presidente Conte, ma il sesso?

Di tutte le perversioni sessuali la castità è la più strana” scrisse verso la fine dell’800 Anatole France, premio Nobel per la lettura nel 1921.

Parto da questa citazione perché francamente mi devo essere perso il momento esatto in cui il sesso è uscito dalla lista delle necessità dell’essere umano.

Mi spiego meglio, com’è possibile che nessuno abbia tenuto conto di una delle principali necessità fisiche dell’essere umano (subito dopo il mangiare) quando ha stilato la lista delle “comprovate necessità”.

Eppure ci sono biblioteche intere che affrontano l’impatto del sesso sulla psiche umana e ancora di più quelle affrontano l’impatto della privazione del sesso sulla psiche umana.

Ovviamente sto scrivendo fra il serio e il faceto. So benissimo che siamo nel bel mezzo di una pandemia virulenta globale, della quale non si vede ancora la luce in fondo al tunnel. Ma mi stupisce il “religioso” (la scelta dell’aggettivo è puramente voluta) silenzio su questo argomento.

Ci comportiamo come se la privazione del sesso oggi e il necessario cambio dei paradigmi sociali domani non avrà alcun impatto sull’uomo e sulla società.

Nessuno ci spiega come e quando potremo tornare ad una sana e regolare vita sessuale. Quali pratiche sono consigliate e quali assolutamente no. Siamo sprofondati negli anni ’50 dove l’unica indicazione era sposati e fai figli e il sesso è solo un dovere coniugale.

Ci sono tantissimi uomini e tantissime donne chiuse in casa che fra le altre cose si chiedono quando potranno riavere indietro il piacere sessuale. Oh, sì, anche le donne. Perché siamo nel 2020, e dovremo smetterla di fare fatica a concepire l’idea che pure la donna si diverte col sesso e non lo fa per piacere dell’uomo. Quest’idea malata che per l’uomo è piacere e per la donna è un dovere da espletare contro voglia andava archiviata negli anni ’50. Invece incredibilmente sopravvive ancora oggi.

Durante questa quarantena è esploso il traffico verso i siti porno e si sono incrementate le vendite dei sex toy. Surrogati di una appagante vita sessuale di cui nessuno vuol parlarci.

Ma la domanda delle domande è appunto come cambierà il rituale di accoppiamento “mordi e fuggi” post pandemia, quando ci diranno che potremo gradualmente tornare alla nostra normalità. Non credo che basterà rifugiarsi nella condanna moralistica dei rapporti occasionali. E soprattutto mi piacerebbe che si evitassero gli errori madornali legati alle malattie sessualmente trasmissibili. Perché il silenzio equivale al contagio. Dagli anni ’90 ad oggi abbiamo smesso di parlare di profilattici e prevenzione in tv e nelle scuole e il risultato di questa scellerata politica cattobigotta e reazionaria è stato il dilagare delle malattie sessualmente trasmissibili e il ritorno in pompa magna perfino della sifilide fra i giovanissimi.

Voglio ripeterlo questo concetto: il silenzio è contagio. E prima o poi dovrete spiegarci che fine farà il sesso. Altrimenti la gente farà da se (e non nel senso dell’autoerotismo).

Ecco perché mi rivolgo direttamente al Presidente Conte, al Min. Speranza, e al capo della Protezione Civile Borrelli: scusate, ma il sesso?

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