BLOG

Sceriffi d’Italia

© https://m.dagospia.com/droni-in-spiaggia-a-rimini-per-scovare-chi-non-rispetta-i-divieti-beccato-un-amante-della-tintarella-233844
© https://m.dagospia.com/droni-in-spiaggia-a-rimini-per-scovare-chi-non-rispetta-i-divieti-beccato-un-amante-della-tintarella-233844

Sceriffi d’Italia: stelletta, cinturone, speroni, e drone teleguidato. Cabarettisti d’avanspettacolo, macchiette televisive, trasformati nel braccio violento delle legge. Epigoni del burocratismo tutto italiano, sindaci, ex-sindaci che hanno fatto carriera et similia. Campioni nazionali dell’abuso di potere. Contro cittadini inermi.

L’italia piccolo borghese e fascistoide nei momenti difficili tira fuori il peggio di sé. La fragilità di una democrazia mai compiuta. La debolezza di una nazione mai veramente nata. Altro che “andrà tutto bene”. Abbiamo già perso: sceriffi e spie condominiali sono il ritratto della sconfitta. Una sconfitta soprattutto morale. Ad opera di moralisti amorali. Di questo si tratta: predicano bene e razzolano male. Forti con i deboli e deboli con i forti. Investiti di una autorità che tra un mese avranno già perso, sedotti e abbandonati dal contismo sanitario.

Nessuno si ricorderà di voi, sceriffi d’Italia, se non come fenomeni da baraccone di una tragedia su scala mondiale. Cala-brache con la mafia, di cui siete spettatori inermi, se non addirittura collusi, conniventi, compari. Fate il paio con il dispiegamento di forze ministeriale: elicotteri, mezzi corazzati ed altre diavolerie. Per fermare pericolosi delinquenti? No. Per terrorizzare anziani, passeggiatori sovversivi, grigliatori di frodo. Lasciatemelo dire: uno spettacolo penoso.

Il coronavirus è lo specchio della vostra vera identità. E sono contento che il vostro lockdown ad oltranza inglobi simboli come 25 aprile e I maggio, perché, in questo modo, non potrete più barare. Riuscite ancora ad imbastire qualche finta polemica con personaggi decotti, che fa agitare ormai soltanto qualche vecchio trombone. Ma si capisce perfettamente che il vostro coro è unisono. Un’unica voce. Per non dire nulla.

State a casa (noi), lavatevi le mani (sì, mamma), sbrigatevi a finire i compiti. La popolarità di questi giorni, lo sapete bene, si scioglierà come neve al sole. Ma i danni, morali, materiali e biologici, saranno ormai irreparabili.

Come sempre, avete costruito il fenotipo della famiglia felice del Mulino Bianco (già sapientemente ridicolizzato dai geni pubblicitari del Buondì Motta), come valor medio di riferimento. Tutto ciò che non rientra nel valor medio è azzerabile per decreto. Chi non sia in grado o non possa sopravvivere alla quarantena è eliminabile secondo la legge. Più realisti del re, abbiamo affrontato questo momento storico controverso con il più alto grado di disumanità.

Leggiamo assieme la roadmap presentata pochi giorni da Commissione Europea e Consiglio Europeo:

La protezione dei gruppi più vulnerabili dovrebbe protrarsi più a lungo:
sebbene manchino ancora dati completi, vi sono elementi che indicano che gli
anziani e i pazienti affetti da malattie croniche sono più a rischio. Le persone
affette da malattie mentali sono un altro possibile gruppo a rischio. Dovrebbero
essere previste misure per continuare a proteggerli, parallelamente alla revoca
delle restrizioni per gli altri gruppi.

Da noi, al di là di affermazioni puramente retoriche (si legge da più parti: “in Italia, la sanità non è brutta e cattiva come nel nord Europa, noi difendiamo i nostri vecchi”; una falsità, naturalmente, condita di saccenza e senso di superiorità mal riposto, nei confronti di popoli che hanno saputo fare molto meglio di noi, ed ora saranno in grado di riprendersi con cognizione di causa), è vero esattamente il contrario. Abbiamo gettato dalla rupe tarpea proprio quelle categorie più deboli che l’Europa si raccomanda di tutelare. Ce ne siamo totalmente lavati le mani. Ci siamo affidati, diciamo così, alla “selezione naturale”, di cui ci fregiamo di accusare le altre nazioni.

Per tornare a bomba ai nostri cari sceriffi d’Italia, come commentare il revancismo neoborbonico macchiettistico (i Borboni erano una cosa seria, non questi imbecilli) di coloro che si appellano alla chiusura dei “confini della Campania”?

Se non stessimo vivendo una situazione drammatica, ci sarebbe da ridere. Che dire? Tanti anni di celodurismo bossiano non ci hanno portato alla secessione, e, per un miracolo della storia, coloro che ne sarebbero state le vittime auto-secedono? Ma state tranquilli. E’ tutto cabaret. Allo stato puro. Come ci insegna Tomasi di Lampedusa.

Contenuti sponsorizzati

Commenti


SCOPRI TUTTI GLI AUTORI