La nota di Palazzo Chigi: "Nessuna criticità con Stati Uniti"
Crosetto nega ai bombardieri Usa la base di Sigonella: mancato preavviso, perché il governo Meloni ha detto no a Trump
La base di Sigonella vietata ai bombardieri Usa. Un no a Donald Trump dettato in primis dai tempi tecnici non rispettati ma anche dalla delicata situazione internazionale e dal tentativo di tenere buona l’opinione pubblica dopo la sconfitta al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e alla crisi in Medio Oriente che sta avendo ripercussioni inevitabili sull’economia italiana.
L’indiscrezione è emersa nelle scorse ore, lanciata dal Corriere.it, e fa riferimento a quanto accaduto nella serata di venerdì 27 marzo. Nello specifico è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Antonio Portolano, ad informare dell’accaduto il ministro Guido Crosetto. Da qui la decisione che non sarà piaciuta al presidente Trump (anche se al momento non c’è stato alcun commento americano), sostenitore della premier Giorgia Meloni.
Base Sigonella, cosa è successo venerdì sera?
E’ lo Stato maggiore dell’Aeronautica ad aver informato il generale Portolano sulla richiesta dei bombardieri Usa di atterrare a Sigonella per poi ripartire verso il Medio Oriente, dove da settimane è in corso la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Una richiesta arrivata mentre i caccia americani erano già in volo. Da qui il rifiuto italiano perché l’operazione non rientra nei trattati stipulati che prevedono lo scalo nella base militare italiana solo se si tratta di voli normali e logistici.
E’ stato Portalano a comunicare al Comando Usa l’impossibilità di utilizzare la base italiana perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva e di conseguenza non era presente alcuna autorizzazione. Lo stesso Crosetto, nelle scorse settimane, aveva spiegato in Parlamento che ogni operazione che non rientri nei trattati, e debba essere quindi autorizzata, deve passare in Parlamento e di conseguenza le tempistiche sono diverse.
Da qui a paragonare l’episodio accaduto alla crisi diplomatica del 1985, quando Bettino Craxi disse no al presidente Ronald Reagan che pretendeva la consegna di un commando terrorista in fuga su un aereo fatto atterrare dai jet Usa nella base militare siciliana, ce ne passa.
La nota di Palazzo Chigi: “Nessuna criticità con Stati Uniti”
“In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica. Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
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