Il commento
Forte con i deboli, il regime impunito degli Ayatollah che preoccupa solo Israele e Stati Uniti
Il regime iraniano, la Repubblica delle impiccagioni e dei randelli che sfondano il cranio delle ragazze col velo fuori posto, sta dimostrando tutta la propria forza per ripararsi dalla propria debolezza. Una forza eccezionale contro lo sviluppo, contro le aspirazioni di vita della gente che massacra.
Contro la realtà, in una parola. Quel regime era debole nei confronti della popolazione presso cui non godeva di nessun accreditamento, ma a questa debolezza che lo condanna, rimedia esercitando la forza necessaria a macellare migliaia di manifestanti. Quel regime era debole militarmente, ma metteva una pezza sulla propria fragilità militare finanziando in mezzo mondo ogni possibile forza terroristica. Quel regime era debole economicamente, ma dedicava enormi forze di investimento al progetto anti-israeliano e anti-occidentale con cui pretendeva di risarcire le frustrazioni degli iraniani impoveriti.
La spaventosa debolezza del regime iraniano, insomma, trovava rifugio e ambizioni di riscatto nelle forti forniture di missili a Hezbollah e alle formazioni terroristiche irachene, nello scudo offerto al genocida Bashar al-Assad, nelle fortificazioni sotterranee di Hamas: un enorme dispendio di forze che ha prodotto una distesa di macerie a Gaza e un Medio Oriente sottratto al potere tentacolare di Teheran. Il tutto, ripagato da cieli iraniani abbandonati al totale controllo delle forze aeree israeliane e statunitensi che, in pochi giorni, neutralizzavano una buona quota delle capacità missilistiche del regime e ne tagliavano gli artigli sull’imminente risultato nucleare.
Ma la debolezza del regime iraniano, tradotta internamente e fuori in forza di sopraffazione, era alimentata – e continua a esserlo – da una comunità internazionale ben disposta ad accettare che il fallimento politico, economico e militare di quel Paese fosse fatto pagare a chi ne era vittima. E cioè al Libano sequestrato dal più potente esercito terrorista del mondo; ai siriani sottoposti al più feroce e meno considerato sterminio mediorientale; ai civili israeliani bombardati per procura da Gaza, dalla Siria, dal Libano, dall’Iraq, dallo Yemen, o direttamente dall’Iran.
In favore del quale quella comunità internazionale prestava con solerzia appassionate cure giuridiche se un missile dello Stato ebraico colpiva un capo terrorista protetto dalla sovranità iraniana. Ed era la stessa sovranità che questo regime esercita oggi, assassinando a migliaia quelli che provano a non esservi più sottoposti. Mentre sono le democrazie sataniche cui il regime fieramente si oppone – cioè Israele e gli Stati Uniti – a dare un solitario e significativo suono di stecca in un coro di silenzio sulla sovranità dei massacri.
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