Un pizzino, un bigliettino ritagliato da un foglio a quadretti con una scritta a penna in stampatello, chiara ed inequivocabile: “A uccidere Chiara è stato Marco”. Spunta un nuovo caso mediatico sull’indicazione del presunto assassino di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto del 2007 a Garlasco, e nasce a partire da un’intercettazione pubblicata dalla Youtuber Maria Conversano.

La chiamata

Nella conversazione in oggetto, pubblicata su YouTube, risalente all’8 ottobre del 2007 alle ore 11:39 è la mamma di Chiara Poggi a parlare di un bigliettino pizzino ritrovato al cimitero. Lo fa in una chiamata durata pochi minuti, 15 e 35 secondi per l’esattezza, in cui, la donna confessa di aver già consegnato “al capitano” quanto “ritrovato”, avviata con l’avvocato Gian Luigi Tizzoni che subito prova a dare un cognome all’indicato. “Si tratta Panzarasa?”.

Garlasco, chi è Marco Panzarasa

Molti i dubbi sull’attendibilità di un elemento destinato ad essere ignorato nelle future fasi del processo, ma se davvero il “Marco” indicato fosse stato Panzarasa, si tratterebbe di un amico del tempo di Alberto Stasi, nonché del figlio dell’ex sindaco di Garlasco. Ai tempi dei fatti il ragazzo aveva 24 anni e viveva nelle vicinanze della villetta dei Poggi. Venne ascoltato la sera del ritrovamento di Chiara, e altre cinque volte. A distanza di 18 anni, con la riapertura delle indagini e quindi del secondo filone dell’omicidio di Garlasco che vede per il momento come unico indagato Andrea Sempio, anche di Panzarasa – oggi di professione avvocato –  è stata chiesta l’acquisizione del Dna, in vista del maxi incidente probatorio motivando la richiesta dopo la verifica di un utilizzo frequente del computer di Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, con cui Panzarasa era in contatto quotidiano. Ma un dettaglio di non poco conto spezzerebbe qualsiasi insinuazione, fornendo una forte alibi al figlio dell’ex sindaco: quel 13 agosto si trovava in treno sulla via di ritorno da Loano, in Liguria.

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