Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha scritto a Benjamin Netanyahu per lagnarsi dei provvedimenti restrittivi che Israele ha adottato nei confronti dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per il sussidio dei cosiddetti rifugiati palestinesi nei cosiddetti territori occupati.

L’Unrwa – il cui personale ha partecipato ai massacri del 7 ottobre, e conta numerosissimi esponenti compromessi con Hamas – è stata dichiarata da Israele organizzazione terroristica. È una decisione politica che si può condividere o no, ma nessuno può imporre a Israele, né a nessun altro Stato, di far operare al proprio interno quell’agenzia, né qualsiasi altra. La presenza e l’azione di qualsiasi organizzazione della cooperazione internazionale in questo o quel Paese, infatti, suppongono un quadro di rapporti consensuale e sono condizionate. Non c’è nessun diritto di nessuna organizzazione di impiantare nel Paese in cui opera il proprio latifondo irrevocabile.

Le Nazioni Unite, con i loro proxy agghindati da “special rapporteur”, da mesi e mesi stanno lavorando per imporre senza nessun diritto il principio secondo cui Israele avrebbe il dovere di collaborare con l’Unrwa, cioè in buona sostanza permettere a quell’agenzia di continuare a imperversare laggiù come finora ha fatto: vale a dire finanziando il sistema educativo che ha indottrinato generazioni di bambini palestinesi alle bellezze del martirio, lasciando che i propri ospedali fossero usati come depositi di armi e casematte dei tagliagole della Striscia, permettendo che le proprie strutture fossero usate dai terroristi palestinesi per mischiarsi ai civili e farsene scudo.

L’Unrwa, se non è l’organizzazione terroristica di cui parla Israele, è comunque la realtà opacissima e corrotta i cui capibastone non solo intrattenevano rapporti di stretta collaborazione con i vertici delle sigle terroristiche di Gaza, ma rivendicavano di operare nei cosiddetti territori occupati per “contrastare l’ingiustizia” costituita dalla presenza di Israele a far tempo dal 1948. È dunque lo statuto materiale di questa costola malformata delle Nazioni Unite ad essere incompatibile anche con la sola ipotesi che si tratti di un’organizzazione indipendente, che si limita a prestare servizi di assistenza alla popolazione bisognosa. Non è neppure un’organizzazione internazionale, di fatto: è un’organizzazione palestinese, che assicura assistenza assai meno a quella popolazione e assai più a chi la governa come tutti sanno. Cioè obbligandola a vivere, e a morire, nella più grande fortezza terroristica del mondo. Non ha servito la pace, l’Unrwa. Ha servito gli scavi dei tunnel di Gaza.