Le ragioni di un Sì
Giustizia, il punto sulla campagna referendaria. Il Comitato Vassalli accelera
L’Ufficio di presidenza del Comitato Giuliano Vassalli per il Sì – composto da Claudio Signorile, Fabrizio Cicchitto, Salvo Andò, Alfredo Venturini e Biagio Marzo – si è riunito per fare il punto sulla campagna referendaria e sulle iniziative in corso, in vista dell’assemblea nazionale dei costituenti e degli aderenti che si terrà a Roma il 9 febbraio.
Dal Comitato arriva «soddisfazione e apprezzamento» per la rete che si sta consolidando in tutto il Paese: oltre ventimila adesioni e comitati attivi dal Nord alle isole. Un dato letto come segno evidente del crescente consenso alla riforma, in controtendenza rispetto a una campagna definita «di falsità ottusamente perseguita da una pregiudiziale ideologica e di parte», con un riferimento diretto all’Associazione Nazionale Magistrati. Secondo l’Ufficio di presidenza, l’ANM avrebbe assunto negli anni un ruolo politico, dominato da logiche di corrente, fino a trasformarsi in un soggetto impegnato a difesa di interessi corporativi.
Una traiettoria che avrebbe prodotto un dissenso crescente all’interno della magistratura, «vicino alla dissociazione». La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere è definita dal Comitato «di impianto liberale e garantista». La distinzione tra magistratura requirente e giudicante, la creazione di due Csm e dell’Alta Corte disciplinare sono indicate come scelte «di civiltà giuridica», in continuità con la riforma del codice di procedura penale del 1989 introdotta da Giuliano Vassalli e con la revisione costituzionale del 1999 sul giusto processo.
Per questo il referendum confermativo sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” non dovrebbe essere interpretato come un confronto politico o ideologico, ma come un voto sul merito: sullo Stato di diritto, sulla parità delle parti, sulla presunzione d’innocenza e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. In questa fase – conclude l’Ufficio di presidenza – «la corretta e leale comunicazione va assumendo un ruolo decisivo», soprattutto per sottrarre il dibattito pubblico alle distorsioni della propaganda.
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