La lotta del popolo persiano ci riguarda tutti
Il male iraniano che l’Occidente non può ignorare
Sosteneva San Bernardo di Chiaravalle che “questo nostro mondo ha le sue notti e non sono poche”. E noi, con qualche secolo in più sulle spalle, non possiamo che concordare pienamente, pur con qualche cruccio. Perché abbiamo faticato a riconoscere il male al suo sorgere e siamo stati troppo timidi nell’opporci, una volta che esso ha mostrato il suo vero volto.
Il regime iraniano è nato nell’indifferenza e nel sostegno di tanti che hanno come sempre brindato alla “rivoluzione” in quanto tale, senza chiedersi da dove nascesse e soprattutto da quali forze avrebbe finito per essere dominata. Poi il tempo ha mostrato la verità e, mentre il velo veniva imposto alle donne persiane fisicamente e a tutto il popolo iraniano moralmente, l’Occidente restava inerme a contemplare la genesi di una piovra oscura che avrebbe insanguinato il Medio Oriente e non solo. Un regime sanguinario che pur di mantenere il potere è disposto a macellare il suo stesso popolo. Un popolo che ha una storia millenaria e uno spirito indomito e che non può non destare l’ammirazione di tutti in questi giorni. Il coraggio dei giovani e delle donne – che pagano più di chiunque altro la crudeltà inumana del regime degli Ayatollah – incarna lo spirito di un popolo in lotta per riconquistare quella libertà che Benedetto Croce definiva “l’essenza dell’uomo”.
La lotta del popolo persiano ci riguarda tutti, non solo perché amiamo e difendiamo quei principi di libertà che sono alla base del nostro concetto di società, ma in quanto quel regime di impiccatori e assassini è una minaccia per tutti noi. Pensiamo al corollario terroristico che va da Hamas a Hezbollah passando per gli Houthi, un’alleanza del male costruita e finanziata dagli Ayatollah e utilizzata come pedina di una scacchiera che incrocia il calcolo politico al fanatismo religioso. Del resto non è un mistero che l’Iran armi i terroristi islamici contro l’Occidente. Per questo abbiamo sempre guardato con preoccupazione ai tentativi di accomodare per via diplomatica lo scontro manicheo che sussiste tra mondo occidentale e repubblica islamica, non perché vogliamo la guerra, ma in quanto sappiamo bene che con i serpenti velenosi non si può scendere a patti, soprattutto se intendono dotarsi dell’arma nucleare.
Per la prima volta il regime scricchiola, il popolo persiano ormai stanco ha deciso di rompere le catene della superstizione e dell’oblio ed è per questo che tutti noi non possiamo che porci al fianco dei giovani persiani, perché in gioco c’è il futuro dell’umanità.
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