Sono di 761 persone, principalmente bambini, i resti senza nome trovati nel sito di un’ex scuola residenziale per bambini nativi in Canada. La scoperta drammatica è stata riferita da un gruppo indigeno locale a un mese dal primo ritrovamento dei resti di 215 bambini in un’altra scuola.

I corpi sono stati scoperti presso la Marieval Indian Residential School, che ha operato dal 1899 al 1997, dove ora si trova Cowessess, a circa 87 miglia a est di Regina, la capitale del Saskatchewan.

Il capo della Federazione delle prime nazioni indigene sovrane Bobby Cameron ha detto di aspettarsi che verranno trovate più tombe nei terreni delle scuole residenziali in tutto il Canada. “Questo è stato un crimine contro l’umanità, un assalto alle Prime Nazioni“, ha aggiunto, sottolineando che “non ci fermeremo finché non avremo trovato tutti i corpi”.

Cadmus Delorme, capo della comunità indigena canadese Cowessess, ha detto che un tempo le tombe erano contrassegnate, ma coloro che gestivano la scuola rimuovevano le lapidi. La Cowessess e la Federation of Sovereign Indigenous First Nations, che rappresenta le First Nations del Saskatchewan, avevano dichiarato il giorno prima che “il numero di tombe senza nome sarà il più significativo fino ad oggi in Canada”. 

Come già accennato, il mese scorso i resti di 215 bambini, alcuni di appena 3 anni, sono stati trovati sepolti nel sito di quella che un tempo era la più grande scuola residenziale indigena del Canada vicino a Kamloops, nella Columbia Britannica.

L’ennesima notizia devastante per il Paese, col premier canadese Justin Trudeau che ha sottolineato come il Paese debba riconoscere il suo passato di razzismo contro le popolazioni indigene per “costruire un futuro migliore”.

Per Trudeau si tratta di un “vergognoso ricordo del sistematico razzismo, discriminazione e ingiustizia che le popolazioni indigene hanno affrontato, e continuano ad affrontare, in questo Paese”. Insieme, ha continuato il primo ministro canadese “dobbiamo prendere atto di questa realtà, imparare dal nostro passato e imboccare il percorso condiviso della riconciliazione, in modo da costruire un futuro migliore”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.