Illustrissima Presidente,
vi sono passaggi della vita politica in cui non basta gestire l’esistente: occorre ritrovare una direzione, un’identità, una visione capace di parlare al Paese. Questo è uno di quei momenti. A scriverle è l’Hub Diritti e Libertà di Forza Italia e il comitato Chi Accusa Non Giudica. Presidi del pensiero liberale in Italia: a difesa della libertà individuale, del garantismo, del primato della persona contro ogni abuso del potere. Questa è l’eredità più autentica del Presidente Silvio Berlusconi. Un’eredità che non può essere amministrata, ma rilanciata.

La recente campagna referendaria, al di là dell’esito, rappresenta una lezione. Ha evidenziato limiti evidenti: una mobilitazione non all’altezza, una difficoltà nel trasmettere con forza il valore di una battaglia che era prima di tutto culturale. Errori che vanno riconosciuti con lucidità, perché solo dalla consapevolezza può nascere una nuova fase. Ma, allo stesso tempo, quella campagna ha acceso qualcosa che non può essere disperso. Una rete viva e autentica fatta di comitati civici, associazioni, professionisti, cittadini che hanno scelto di impegnarsi “pancia a terra”, senza calcoli, per difendere un’idea di giustizia e libertà. Accanto a questo slancio, si sono distinti il contributo delle Camere Penali, dei radicali, della Fondazione Einaudi, di realtà liberali e riformiste, della categoria coraggiosa dei magistrati per il Sì, nonché di organizzazioni come l’Hub Diritti e libertà Forza Italia, l’Associazione Italia Iran per la Libertà, l’Istituto Milton Friedman e l’associazione Voce degli Innocenti, impegnate nella promozione dei diritti e della libertà anche sul piano civile e sociale.

Anche il nostro comitato Chi Accusa Non Giudica, si è inserito in questo movimento più ampio che ha dimostrato quanto il bisogno di Stato di diritto sia ancora profondo nel Paese. È da qui che bisogna ripartire. Non da una politica ripiegata su sé stessa, ma da una comunità viva che chiede rappresentanza e visione. Oggi esiste uno spazio politico ampio, concreto, per una forza liberale moderna, europea, capace di unire diritti civili e responsabilità, libertà economica e tutela sociale. Uno spazio che Forza Italia può e deve tornare a occupare con autorevolezza. Questo significa parlare ai giovani con misure concrete su startup e lavoro autonomo, difendere chi è rimasto indietro – dalle vittime di malagiustizia e malasanità alle categorie dimenticate – e rimettere il garantismo al centro come principio non negoziabile. Ma significa anche restituire al partito una funzione propulsiva: non limitarsi a gestire equilibri, ma guidare il cambiamento. Perché senza una Forza Italia forte, chiara e coraggiosa, l’intero centrodestra rischia di perdere equilibrio e capacità di rappresentanza. E oggi questo rischio non è teorico. Le prossime elezioni politiche possono arrivare in qualsiasi momento e non possiamo permetterci di arrivarci senza una proposta credibile, senza slancio, senza identità.

La sfida che abbiamo davanti è culturale prima ancora che elettorale: è la sfida di riportare il liberalismo al centro del dibattito pubblico, di ridare voce a chi chiede libertà, giustizia, opportunità. Confidiamo nel Suo ruolo affinché questa eredità venga raccolta fino in fondo e trasformata in un nuovo inizio.

Gabriele Elia, Tommaso Scalzi, Morris Battistini, Francesca Pascale, Angelo Massaro

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