Giustizia
Massimo Adriatici, 12 anni per aver sparato a Younes El Boussettaoui. Perché non c’è stata legittima difesa
Le motivazioni, depositate il 31 agosto, chiudono un cerchio. Massimo Adriatici, avvocato, ex poliziotto, allora assessore alla Sicurezza di Voghera, la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi sparò a Younes El Boussettaoui, trentanove anni, al termine di una colluttazione. Dodici anni per omicidio volontario. Scrive il giudice Riganti che «non vi è stata alcuna difesa legittima, per via della marchiana sproporzione»: un colpo a distanza ravvicinata contro un uomo che l’imputato «sapeva essere a mani nude», e nulla agli atti che consenta l’eccesso colposo. Chi ha sparato ha voluto il colpo mortale, o ne ha accettato l’esito.
Chi sostiene che «la difesa è sempre legittima» ha ragione su un punto solo: che ci sia la difesa. La legittima difesa non è un premio alla paura né un salvacondotto per chi ha subito un torto; è autotutela eccezionale, e vive di tre condizioni che nessun «sempre» può cancellare: un pericolo attuale, la necessità di reagire, la proporzione. La riforma del 2019 ha scritto quel «sempre» per chi si difende in casa propria, e anche lì presuppone un’aggressione in atto; in una piazza, contro un uomo disarmato, resta la regola di sempre. Il diritto romano lo sapeva già: vim vi repellere licet, respingere la forza con la forza è lecito, ma cum moderamine inculpatae tutelae, con la misura di una difesa senza colpa. La misura è tutto. Fuori dalla misura non c’è difesa: c’è vendetta, e l’ordinamento non la consente. Lo abbiamo scritto per Roggero e vale identico qui, a prescindere dalle simpatie: il diritto non appartiene alle tifoserie.

C’è poi un dettaglio che merita di restare in testa. Nel primo processo la Procura aveva contestato l’eccesso colposo e chiesto tre anni e mezzo. Fu la giudice Nevoso, nel novembre 2024, a restituire gli atti al pubblico ministero: qui c’è un omicidio, quantomeno con dolo eventuale. Il controllo del giudice sull’operato dell’accusa non serve soltanto a frenare i pubblici ministeri troppo severi; serve anche a correggere quelli troppo indulgenti. Il giudice terzo non è un lusso garantista: è l’unico che guarda il fatto e non la persona. La difesa è sempre legittima, dicono. Sì. Quando è difesa.
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