Tutto come previsto. Massimo Adriatici, l’ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, resta indagato per eccesso colposo in legittima difesa a causa del rischio di reiterazione del reato e non anche di inquinamento delle prove per l’uccisione di Youns El Bossettiaou.

Il gip di Pavia scrive di “pericolosità dell’indagato” intesa come attitudine a “porre in essere reazioni sovradimensionate nel caso in cui si trovi in situazione di criticità”. “Ciò che si vuole evidenziare è che lo stesso Adriatici ha dichiarato di aver estratto la pistola dalla tasca in un momento in cui era ancora lucido e consapevole delle proprie azioni” sono le parole del giudice che non ha aggravato la posizione dell’esponente leghista a livello di qualificazione giuridica.

Il gip sposa la tesi della procura, al centro di polemiche per non aver avvisato i parenti della vittima al fine di consentire loro di nominare un perito in occasione dell’autopsia.

Da due giorni sul tavolo dei pm e del giudice c’era la testimonianza di chi dice di aver visto Adriatici puntare la pistola, mirare e sparare su Youns, ma nelle decisioni prese dai magistrati di questo particolare non esiste traccia.

Tutto a Voghera e a Pavia sta avvenendo in un clima non certo sereno. Lo dimostra la decisione di trasferire Adriatici in una località segreta per ragioni di sicurezza a causa di minacce presenti sui social.

“Sicurezza” è un termine ricorrente in questa indagine ma a senso unico. In occasione della manifestazione del pomeriggio in solidarietà con la vittima la polizia locale ha fatto il giro dei negozi invitando i gestori a considerare la possibilità di chiudere abbassando le saracinesche. Polizia, carabinieri e guardia di finanza ovunque per una manifestazione pacifica caratterizzata dalla presenza di immigrati stranieri e pochissimo da quella di italiani. C’è chi fa osservare che il dettaglio dimostra ancora una volta l’assenza dalla scena di associazioni e organizzazioni di sinistra.

Il sindaco leghista di Voghera parlando con i giornalisti ha voluto sottolineare che Adriatici è persona stimata e amata dai suoi concittadini aggiungendo l’invito a non strumentalizzare politicamente infatti e aspettare la conclusione delle indagini.

Gli avvocati della famiglia di Bouns stanno in queste ore sentendo altri testimoni per poi depositare i verbali a disposizione degli inquirenti. Il resto dipenderà molto dalle perizie balistiche. E si vedrà se questi dati cambieranno o meno la tesi della procura alla quale il giudice delle indagini preliminari si è adeguato. I legali dei familiari di Bourns fanno presente di avere difficoltà a disporre degli atti a causa del muro di gomma di procura e carabinieri i quali sono stati formalmente diffidati dagli avvocati.

Per il gip l’azione di Paratici “appare decisamente spropositata a fronte di un uomo che lo stava aggredendo disarmato, nei cui confronti si è posto in una fase decisamente anticipata in una posizione predominante, ma in modo gravemente sproporzionato e creando le condizioni perché si arrivasse all’evento nefasto”. 

Nell’ordinanza del giudice si legge anche che l’ex assessore “è stato quantomeno imprudente nel non riuscire a governare la concitazione e lo stress in un momento di criticità”.