Presenteranno ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la revoca degli arresti domiciliari in località segreta, gli avvocati difensori di Massimo Adriatici, assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, accusato di aver sparato e ucciso Younes El Bossettaoui, lo scorso martedì.

A LaPresse, l’avvocato Gabriele Pipicelli spiega che il collegio della difesa ritiene che “non sussistano i presupposti” per tenere il loro assistito ai domiciliari. Adriatici, che nel frattempo si è anche sospeso dalla Lega, partito del quale era tesserato, è accusato di eccesso colposo di legittima difesa. “Per il giudice – spiega Pipicelli – Adriatici deve rimanere ai domiciliari perché potrebbe avere reazioni pericolose e sproporzionate ed essere un rischio per la collettività. È da qui che trae la reiterazione del reato”.

La conferma dei domiciliari è stata disposta ieri dal gip di Voghera che ha anche accolto la richiesta dei legali di Adriatici per il trasferimento in un luogo sicuro “per il serio e fondato pericolo per la propria incolumità”. I legali hanno chiesto il trasferimento del loro assistito perché preoccupati dal clima di tensione in città e anche perché sui social, con un video acquisito dagli inquirenti e successivamente rimosso, è stata mostrata l’abitazione di Adriatici.

“Non credo che ci sia solo una tensione mediatica per quello che è accaduto – afferma Pipicelli – ma anche, a mio avviso, un inopportuno intervento della politica al di là dell’attenzione mediatica. È passato il messaggio che essendo della Lega va in giro armato, la vicenda è stata strumentalizzata”. Adriatici, ricorda il suo legale, “ha un regolare porto d’armi” e “ha ricevuto minacce per il suo lavoro di avvocato”.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.