È Abdulrazak Gurnah il Premio Nobel alla Letteratura del 2021. La motivazione breve dell’Accademia di Svezia “per la sua penetrazione intransigente e compassionevole degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nella distanza tra culture e continenti”. Lo scrittore è originario della Tanzania scrive in inglese e vive nel Regno Unito. I titoli tradotti e pubblicati in italiano sono i romanzi Il disertore, Paradiso e Sulla riva del mare. Tutti editi da Garzanti.

Il Nobel per la Letteratura viene considerato il riconoscimento definitivo per la carriera di uno scrittore. Era dal 2012 che il premio non viene conferito a un autore che non sia europeo o nordamericano, all’epoca venne assegnato al cinese Mo Yan. Quindi il premio a Gurnah rompe tale continuità. In tutta la sua storia il premio è stato assegnato 101 volte a uomini e 16 volte a donne. L’anno scorso ha vinto la poetessa canadese Louise Glück. Traditi anche in questo caso i pronostici della vigilia.

Il “toto Nobel” sul Premio alla Letteratura è uno degli sport preferiti in questo periodo dell’anno. Si gioca e si scommette soprattutto sui giornali che propongono una rosa di autori che finisce per citare sempre gli stessi nomi o quasi. Quest’anno si parlava tra gli altri della francese Annie Ernaux, della canadese Anne Carson, del giapponese Haruki Murakami, della russa Ljudmila Ulitskaya, del keniota Ngugi wa Thiong’o, della canadese Margaret Atwood, della scrittrice originaria di Guadalupa Maryse Condé, del rumeno Mircea Cartarescu, della scrittrice originaria di Antigua e Barbuda Jamaica Kincaid, del norvegese Jon Fosse.

Primo o almeno sempre citato tra gli italiani Claudio Magris. Quella alla Letteratura può essere definito anche come il Nobel più pop di tutti i Premi. Durante gli ultimi anni è stato al centro di polemiche o scelte controverse. E precisamente a partire dal riconoscimento al cantautore statunitense Bob Dylan “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”. A far parlare però soprattutto quello che successe nel 2018, quando il premio venne assegnato l’anno dopo a causa di uno scandalo di molestie e abusi sessuali all’interno dell’Accademia svedese. L’anno dopo le due assegnazioni andarono alla polacca Olga Tokarczuk e all’austriaco Peter Handke.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.