A cinque anni dall’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate a Roma il 26 luglio 2019, sono stati disposti gli arresti domiciliari per Gabriele Natale Hjorth, uno dei due americani condannato in Appello per concorso in omicidio a 11 anni e 4 mesi. La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise di Appello di Roma che ha accolto l’istanza presentata dai difensori del giovane americano che hanno indicato come domicilio la casa della nonna di Hjorth, che vive a Fregene, sul litorale romano.

Perché Hjorth va ai domiciliari: metà pena scontata e buona condotta

Una decisione che sta sollevando polemiche ma che viene motivata nel dispositivo dei giudici della seconda sezione di Corte d’Assise in questo modo: “L’accoglimento della richiesta di misura cautelare degli arresti domiciliari è stata presa in considerazione del “periodo di custodia già sofferto” dal 27 luglio 2019 ad oggi (cinque anni), “pari, pertanto quasi la metà della pena complessiva irrogata e non ancora definitiva”.

Il giudice, nel concedere i domiciliari, sottolinea anche di aver valutato positivamente “la documentazione attestante il percorso di recupero intrapreso dall’imputato all’interno della struttura carceraria, sviluppatosi positivamente sia sotto il profilo trattamentale che sotto quello universitario”. Inoltre il giudice rileva che, “le pur perduranti esigenze cautelari e, soprattutto, il pericolo di fuga possono – a fronte della intervenuta riqualificazione del reato di cui al capo 2) da doloso a colposo, dell’intervenuto deposito dei passaporti dell’imputato presso questa A.G. e del dispositivo elettronico” non ritenersi più sussistenti.

Il 3 luglio scorso la stessa Corte aveva ridotto le condanne nel processo d’Appello bis dopo la decisione nel marzo del 2023 della Cassazione che ha annullato la prima sentenza di Appello che aveva condannato a 24 e 22 anni Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth in concorso per l’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega (in primo grado era arrivato addirittura l’ergastolo). Lo scorso 3 luglio i due americani sono stati condannati a 15 anni e due mesi (Finnegan Lee Elder, ritenuto l’autore materiale dell’omicidio di Cerciello Rega, ovvero colui che rifilò le numerose coltellate nel corso dello scontro fisico) e a 11 anni e 4 mesi Hjorth.

Perché sono state ridotte le pene?

In attesa delle motivazioni della sentenza dello scorso 3 luglio, che verranno pubblicate nelle prossime settimane, si è arrivati ad un sostanziale sconto di pena dopo la sentenza della Cassazione del marzo 2023 che ha annullato il primo verdetto d’Appello e nell’ultimo giudizio le aggravanti non erano contesate e quindi non era in gioco l’ergastolo. Da qui la scelta delle due difese di chiedere il rito abbreviato che comporta sconti fino ad un terzo della pena.

Cerciello Rega, la moglie “è sconvolta”. Legale: “Va nella splendida cornice di Fregene”

Una decisione appresa con dolore da parte della moglie del vicebrigadiere originario di Somma Vesuviana (Napoli) e morto all’età di 35 anni, pochi mesi dopo il matrimonio. “Lo sconcerto è tanto dopo la decisione della seconda corte d’assise di Roma di accogliere le richieste dei domiciliari per Gabriel Natale Hjorth” commenta l’avvocato Massimo Ferrandino, legale della famiglia: “Rosamaria Esilio, la moglie di Mario Cerciello Rega è totalmente sconvolta dalla notizia che ha appreso. Come sua abitudine, non intende commentare, ma è pervasa da un profondo senso di sfiducia”. Poi aggiunge con una vena giustizialista insolita per il ruolo che ricopre: “Non conosciamo ancora, le motivazioni che la corte ha preso per ridurre drasticamente le pene ai due americani e già uno dei due viene mandato ai domiciliari nella splendida cornice di Fregene”.

Cerciello Rega, Gasparri chiede ispezione

Lasciano invece il tempo che trovano le parole di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia che dimostra ancora una volta di essere garantista a fasi alterne.  “Con un’interrogazione urgente chiedo al ministro della Giustizia Nordio di disporre in via immediata un’ispezione sulla Corte di Appello di Roma, che ha disposto gli arresti domiciliari per uno dei due americani coinvolti nell’uccisione del maresciallo dei carabinieri Cerciello”. Lo dichiara in una nota il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. “Nonostante la condanna a 11 anni – aggiunge – peraltro irrisoria, decisa in sede di appello e nonostante il fatto che questo americano non abbia risarcito in alcun modo i familiari del maresciallo Cerciello, come ha eccepito l’ottimo avvocato Coppi, è stata disposta l’uscita dal carcere. Si tratta di una decisione vergognosa. Che offende tutto il popolo in divisa. Che mortifica l’Arma dei carabinieri. Che offende la famiglia Cerciello. Che indigna tutti i cittadini onesti. La Corte d’Appello, senza nemmeno attendere un risarcimento, ha assunto una decisione sconcertante. La magistratura scrive una ulteriore pagina che sconforta gli onesti. Chiedo che il ministro della Giustizia disponga un’immediata ispezione su questo atto inqualificabile”, conclude Gasparri.

Redazione

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