Dopo “Giallo Lipari”, Francesco Musolino ha scritto questo “Rosso Panarea” (Edizioni e/o), godibile giallo – ma la definizione non è proprio calzantissima – ambientato ovviamente nella più glamour isola delle Eolie. «Panarea aveva sempre una luce abbagliante.  Risalendo il molo di pietra, un ventaglio di case bianche con le porte azzurre, mura lisce e rifinite nei dettagli, cespugli di buganvillea che esplodevano di colori e persino di cespi di fico d’india che crescevano tenacemente fra le rocce brunite, sporgendosi sul mare, polpa che profumava di terra e di onde, tanti che un bagnante avrebbe potuto coglierli e cibarsene senza nemmeno uscire dall’acqua…».

Qui sbarca Amodie, una bellissima modella fiorentina, capelli biondi e occhi verdi, viso acqua e sapone, già molto nota. Si entra con lei in un mondo esteriormente luccicante e gaudente ma subito un oscuro delitto fa emergere un’altra realtà, molto più turpe e morbosa. Vengono fuori dark web e messaggi sui cellulari attorno agli “incel”, quelle comunità online che attribuiscono le loro difficoltà relazionali alle donne, con tutto il corredo di giustificazioni e pratiche della violenza che ne conseguono. In questa doppia realtà – glamour e dark – è il poliziotto Giorgio Garbo a dover districare la matassa. Garbo (che omonimia!) è un bel tipo, un milanese golden boy della polizia, forzatamente trasferito al caldo del sud insulare.

Giorgio non era mai stato in Sicilia, prende nemmeno duemila euro al mese, veste comunque elegante; è poco tecnologico e appunta tutto (nomi e luoghi) sulla Moleskine, tifa Milan, fuma di continuo i sigari (Toscanello); addestra un fisico asciutto, porta i capelli pettinati all’indietro e curati baffetti; da un anno una cicatrice sulla coscia destra lo fa leggermente zoppicare quando s’affatica.  Già protagonista de “Giallo Lipari”, Garbo è per Musolino quello che Fabio Montale era per il grande Jean Claude Izzo: un po’ maledetti entrambi. Qui non siamo a quel livello ma certo “Rosso Panarea” si fa leggere, in attesa di un terzo romanzo eoliano.