Era il figlio del ras della zona e, in quanto tale, ha costretto una ragazzina all’epoca dei fatti 15enne a subire rapporti sessuali puntando proprio sull’aspetto intimidatorio tipo delle organizzazioni mafiose. E’ questa una delle accuse notificate in mattinata a Pasquale Di Buono, 30 anni, figlio di Vincenzo, 56enne arrestato nel 2016 un mese  dopo l’inizio della latitanza.

In azione i carabinieri della stazione di Acerra e della Sezione Operativa del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna (Napoli) che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura per i Minorenni di Napoli, nei confronti di sei persone gravemente indiziate, in concorso tra loro e a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso perché riconducibile al clan “Marcianisiello”, attivo nel comune di Acerra e in quelli limitrofi.

L’organizzazione – secondo quanto emerso nelle indagini – era dedita all’acquisto, trasporto, distribuzione, commercio, vendita, offerta in vendita, intermediazione, cessione, ricezione a qualsiasi titolo, consegna e illecita detenzione di ingenti quantitativi di hashish, cocaina e marijuana (parte dei quali caduti in sequestro). Gestiva inoltre alcune piazze di spaccio localizzate nel centro storico acerrano, con condotta perdurante, dal febbraio al maggio 2018.

Oltre a Di Buono, ritenuto promotore e capo del sodalizio, sono finiti nel carcere di Secondigliano anche quattro suoi complici, tutti con ruoli ben precisi. Si tratta di Pasquale Cozzolino, 37enne con il compito di smerciale al dettaglio la droga; il pusher Laurenc Lica, 22enne; Gennaro Montano, 20enne, affiliato, stretto collaboratore di Di Buono; Giovanni Parità, 27 anni (addetto al procacciamento dei clienti dello stupefacente). Disposto l’obbligo di dimore nel comune di Acerra per Rosario Soriano Esposito, 25enne, che si occupava di stoccare la droga.

L’indagine parte dall’arresto in flagranza avvenuto nella notte di Capodanno 2018 dal N.O.R. della Compagnia dei Carabinieri di Castello di Cisterna allorquando furono intercettati ad Acerra tre giovani che trasportavano, a bordo di un motociclo, un fucile con colpo in canna.

Ricostruito nel corso delle indagini anche l’orrore vissuto da una ragazzina di Acerra di appena 15 anni, vittima di violenza sessuale da parte di Pasquale Di Buono (all’epoca 28enne). La giovane è stata costretta, in una circostanza, anche grazie all’indubbia influenza criminale dal predetto esercitata, a subire atti sessuali.