Una morte che poteva essere evitata, frutto di un “errore”. Duante Wright, il 20enne afroamericano ucciso domenica dalla polizia di Brooklyn Center, cittadina di 30mila abitanti vicino a Minneapolis, sarebbe stato vittima di un ‘errore’ da parte dell’agente Kim Potter, 48enne veterana del dipartimento di polizia che ha sparato contro il giovane con una pistola pensando di impugnare un taser, l’arma che ‘spara’ una scarica di corrente per paralizzare i movimenti di chi viene colpito.

Wright era stato fermato all’ora di pranzo dalla polizia dopo aver commesso un leggera infrazione al codice della strada: quando gli agenti si accorgono che su di lui pende un mandato di arresto tentano di ammanettarlo, lui riesce a sfilarsi e a risalire in auto per fuggire quando, come mostra la body-cam dell’agente Potter, quest’ultima urla più volte “taser”, minacciandone l’uso come previsto dalla procedura, salvo poi sparare con una pistola vera.

La 48enne agente del dipartimento di Brooklyn Center si accorge subito dell’errore, appena Duante riesce a ripartire: “Merda, gli ho sparato!”, si sente dall’audio registrato dalla telecamera. Wright viene raggiunto pochi isolati dopo, quando la sua auto si schianta contro un muro e polizia e sanitari lo dichiarano morto.

Ad ammettere l’errore dell’agente Potter è stato anche il capo della polizia locale Tim Gannon, in una conferenza stampa tenuta lunedì ha spiegato che il 20enne afroamericano è stato ucciso dalla 48enne Potter, da 26 anni nel corpo di polizia, dopo aver scambiato la pistola col taser. Al momento l’agente è in congedo amministrativo.

L’ennesimo caso di violenza e soprusi da parte della polizia su cittadini afroamericani ha scatenato una nuova ondata di proteste non solo a Minneapolis, dove si sta celebrando il processo contro l’agente Derek Chauvin, accusato di aver ucciso George Floyd il 25 maggio 2020 pressando per nove minuti le sue ginocchia sulla schiena e sul collo, ma in tutto il Paese.

Per fare fronte alla rabbia montante della minoranza afroamericana i sindaci di Minneapolis, Brooklyn Center e Saint Paul, un’altra città della zona, hanno dichiarato lo stato di emergenza locale e imposto un nuovo coprifuoco dalle 19 alle 6.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia