Esteri
Trump, nuova minaccia sui dazi alla Francia. Rapporti gelati con l’Unione Europea
Per Donald Trump la Groenlandia rischia di diventare una vera e propria ossessione. E dopo avere accusato gli Stati europei di fare un “gioco pericoloso” inviando le truppe a esercitarsi nell’isola artica, adesso il presidente degli Stati Uniti rischia di rimanere intrappolato in un’escalation dai contorni ancora oscuri. Collegandosi alle sue mire su Nuuk, il tycoon ha addirittura messo in chiaro di non dovere più pensare alla pace dopo il “rifiuto” della Norvegia di non assegnare a lui il premio Nobel per la Pace “per aver fermato otto guerre in più”.
In una lettera inviata al primo ministro, Jonas Gahr Store, Trump ha anche ammesso di comportarsi solo in base a “ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America”. E dopo la presa di posizione sul Nobel (che secondo Trump è “controllato” dal governo norvegese, nonostante le smentite di quest’ultimo), il presidente Usa ha inviato ulteriori segnali di avvertimento nei confronti dell’Europa. Alla domanda di Nbc News sulla possibilità ricorrere alla forza per conquistare la Groenlandia, il tycoon ha risposto soltanto con un “no comment”, ha poi invitato il Vecchio Continente a concentrarsi sull’Ucraina e non sull’isola artica. E sul tema più scottante, quello dei dazi, Trump ha inviato una nuova minaccia: senza un accordo sulla Groenlandia, le tariffe ci saranno “al 100 per cento”.
Le parole del presidente degli Stati Uniti segnano così una nuova fiammata mentre a Davos, in Svizzera, va in scena uno dei Forum più tesi di sempre. Tra le due sponde dell’Atlantico, la crisi si fa sempre più profonda. Le Borse iniziano a percepire questo clima di imprevedibilità e di rapporti sempre più difficili tra Stati Uniti e Unione europea. Al World Economic Forum, i funzionari Usa e Ue stanno cercando di organizzare un incontro per provare a disinnescare la crisi. Giovedì dovrebbe anche riunirsi il vertice d’emergenza del Consiglio europeo. Ma a Bruxelles e nelle capitali europee, la preoccupazione è sempre più alta.
Copenaghen, la prima interessata dalle mire di Trump sulla Groenlandia, ha annunciato insieme al governo di Nuuk la proposta di una missione di monitoraggio Nato sull’isola e, nel frattempo, l’aumento delle proprie truppe sui ghiacci artici. Del nuovo contingente fa parte anche il capo di Stato maggiore, il generale Peter Boysen. Parigi e Berlino sono sul piede di guerra. Il ministro dell’Economia francese Roland Lescure ha tenuto un incontro con la stampa insieme all’omologo tedesco Lars Klingbeil ed entrambi hanno ribadito che le opzioni Ue per reagire ai dazi sono tutte sul tavolo.
Parigi ha convocato per domani un vertice dei ministri delle Finanze del G7 e ha invitato l’Europa a tenersi pronta a utilizzare lo “strumento anti-coercizione” contro Washington. Per Berlino, la minaccia di Trump indica che “è stato raggiunto il limite”. Klingbeil è stato chiaro: “Non ci lasceremo ricattare. Ci sarà una risposta coerente e chiara dall’Europa e stiamo ora preparando contromisure concordate con i nostri partner europei”. Il cancelliere Friedrich Merz ha affermato di essere pronto a incontrare Trump per evitare l’escalation. Mentre dall’Italia, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “la linea deve essere di fermezza ma anche di disponibilità al dialogo, come abbiamo fatto nei mesi scorsi”.
La tensione sta già salendo oltre il livello di guardia. A Davos si sono incontrati anche i consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Paesi. Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha rilanciato gli avvertimenti della sua amministrazione dicendo che eventuali risposte europee contro gli Usa “sarebbero molto imprudenti”. Per Bessent, Washington considera la Groenlandia “un asset strategico”. E questo interesse Usa è dimostrato anche dalle analisi che i media americani stanno sviluppando riguardo l’importanza del territorio danese per la sicurezza nazionale. Lo stesso Trump ha detto che la Groenlandia serve a Washington per implementare il “Golden Dome”, il progetto che prevede un sistema per la difesa aerea ispirato all’Iron Dome israeliano. Secondo gli esperti, la Groenlandia sarebbe indispensabile per proteggere gli Stati Uniti dai missili balistici lanciati da Cina e Russia. E Pechino ieri ha di nuovo esortato Trump a non usare la “minaccia cinese” per espandere i propri interessi sull’Artico.
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