Le autorità sanitarie cinesi hanno esortato le persone nella città di Wuhan a evitare la folla e le riunioni pubbliche a causa del nuovo coronavirus che ha colpito centinaia di persone nel paese, ha causato almeno nove morti, e che potrebbe diffondersi ulteriormente. Il numero di nuovi casi è aumentato notevolmente in Cina, il centro dell’epidemia. Col passare delle ore il bilancio è infatti ulteriormente peggiorato con otto nuovi decessi nella provincia di Hubei, in Cina, che porta a 17 il bilancio delle persone morte nel Paese per il nuovo coronavirus.

Ci sono stati 440 episodi confermati a partire dalla mezzanotte di ieri in 13 giurisdizioni, ha affermato Li Bin, vicedirettore della Commissione nazionale per la Salute.  “Si è già verificata una trasmissione da uomo a uomo e anche un’infezione di operatori sanitari”, ha dichiarato Li in una conferenza stampa. “Le prove hanno dimostrato che la malattia è stata trasmessa attraverso il tratto respiratorio e c’è la possibilità di mutazione virale”, ha aggiunto.

La malattia deriva da un nuovo tipo di coronavirus, una famiglia di virus che può causare il raffreddore comune e malattie più gravi come l’epidemia di Sars che si è diffusa dalla Cina in più di una dozzina di paesi nel 2002-2003 e ha ucciso circa 800 persone.

LA DIFFUSIONE A HONG KONG – Hong Kong ha confermato il suo primo caso del nuovo coronavirus che ha colpito centinaia di persone in Cina e sta facendo segnalare casi anche nel resto del mondo. Lo riferisce RTHK, servizio radiotelevisivo pubblico di Hong Kong. Il paziente sarebbe un uomo che ha viaggiato su un treno ad alta velocità. Situazione simile a Macao, dove oggi è stato segnalato il primo caso di contagio di una donna d’affari che viaggiava su un treno ad alta velocità da Wuhan.

IL PRIMO CASO NEGLI STATI UNITI – A un uomo nello stato di Washington è stato diagnosticato il misterioso virus che dal mese scorso miete vittime in Cina. Lo ha scritto il Washington Post citando fonti governative. Il paziente è diventato il primo caso confermato negli Stati Uniti di coronavirus, malattia che ha ucciso almeno sei persone e ne ha contagiate altre centinaia.

L’uomo di circa trent’anni è ricoverato al al Centro medico regionale della Provvidenza di Everett, nello stato di Washington ed è in condizioni stabili. I funzionari hanno detto che lo stanno monitorando per precauzione, non perché sia gravemente malato. L’uomo è arrivato negli Stati Uniti la scorsa settimana, prima che i funzionari sanitari federali iniziassero a sottoporre a visite i viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan e atterrati negli aeroporti internazionali di Los Angeles, San Francisco e John F. Kennedy di New York. Si tratta di una misura senza precedenti dall’epidemia di Ebola del 2014.

Funzionari della sanità dello stato di Washington hanno detto che l’uomo, residente nella contea di Snohomish, nello stato di Washington, è tornato da un viaggio nella regione intorno a Wuhan, dove è iniziata l’epidemia. È arrivato all’aeroporto internazionale di Seattle mercoledì scorso. Poco dopo, ha iniziato a sentirsi male e ha contattato il suo medico di domenica. Funzionari locali, statali e federali hanno rapidamente raccolto campioni e li hanno inviati ai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dove il suo caso è stato confermato lunedì come il coronavirus, che ha colpito quasi 300 persone in Cina e altre in Tailandia, Giappone, Taiwan e Sud Corea.

LA PAURA IN MESSICO – Una persona è in osservazione medica in Messico, per il sospetto che sia stata contagiata con il nuovo coronavirus originato a Wuhan in Cina. Lo ha annunciato il presidente Andres Manuel Lopez Obrador, riferisce la Cnn, sottolineando che il contagio non è confermato.

LA TASK FORCE ITALIANA – Questa mattina al Ministero della Salute si è riunita, presso l’Ufficio di Gabinetto, la task-force con compito di coordinare ogni iniziativa relativa al fenomeno coronavirus 2019-nCoV. La task-force a cui ha partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza, sarà attiva 24 ore su 24. E’ composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai Carabinieri dei NAS, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico.

Nella prima riunione è stato verificato che le strutture sanitarie competenti sono adeguatamente allertate a fronteggiare la situazione in strettissimo contatto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. È già attivo uno specifico canale sanitario per tutti i viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan. Si è convenuto, inoltre, di diramare ad istituzioni, enti e organizzazioni professionali interessati, una circolare predisposta dalla Direzione generale della prevenzione contenente indicazioni operative.

A conclusione dei lavori il ministro Speranza ha dichiarato: “Il Servizio Sanitario Nazionale è dotato di professionalità, competenze ed esperienze adeguate ad affrontare ogni evenienza. Stiamo seguendo con la massima attenzione, in stretto raccordo con le istituzioni internazionali, l’evolversi della situazione”.

Redazione