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Good luck, America!

Consulente aziendale, appassionato di politica estera
Good luck, America!

Ci siamo. Non ci resta che incrociare le dita. Non siamo i soli ad affidarci a gesti scaramantici. Perfino FiveThrirtyEight (il blog dedicato all’analisi, dal punto di vista statistico, di eventi di cronaca, di sport e di politica) ci ricorda che Trump potrebbe ancora vincere, che un dieci per cento di possibilità non equivale a zero, che Trump potrebbe teoricamente avvantaggiarsi del Collegio elettorale e che c’è anche la possibilità del riconteggio delle schede elettorali. Anche Nate Silver (il creatore e principale autore di FiveThirtyEight) tocca ferro e ricorda che “quel che facciamo è ‘mappare l’incertezza’”.

Sabato scorso hanno incrociato le dita anche a Saturday Night Live. La sera di Halloween, nell’ultimo episodio di SNL, Jim Carrey, nei panni di Joe Biden, ha letto una storia da brividi su qualcosa che, appunto, terrorizza un sacco di americani: le elezioni presidenziali. “Saluti America. È un periodo spaventoso, pieno di demoni e tenebre. Oltretutto, è Halloween”, ha detto il Biden interpretato da Carrey aprendo lo show della NBC. “Per alcuni elettori di Trump è l’unico giorno in cui indosseranno una maschera”.

Seduto in una grande sedia di pelle circondato da ragnatele, zucche ed altre decorazioni che ha detto di aver preso a prestito dagli addobbi di Natale della first lady Melania Trump, il Biden di Carrey ha ricordato al pubblico che martedì è l’Election Day e che la maggior parte degli americani sono ansiosi di votare e “molto, molto preoccupati del risultato”. “Ma non c’è da preoccuparsi! Dicono che io sia in vantaggio di otto punti. Con un vantaggio del genere nei sondaggi, le cose possono andare storte una volta ogni morte di papa (in inglese, once in a blue moon), dice prima di vedere fuori dalla finestra una enorme luna blu (“That’s a little troubling”).

Il vice presidente interpretato da Carrey ha detto poi ai telespettatori che leggerà loro una storia sinistra, “Il corvo” di Edgar Allan Poe, la più famosa poesia del celeberrimo padre del moderno horror che è ricordata soprattutto per il suo verso-chiave: Quoth the Raven, “Nevermore” (Disse il Corvo, “Mai più”). Ma non è un uccello a bussare alla sua porta, è Hillary Clinton (con le ali del corvo) impersonata da Kate McKinnon.

Il divertente scambio di battute è in rima. Biden: “You may be scared of four years more. Clinton: “Quoth the Clinton … ‘We lost before’”. Biden: “All the votes will be accounted for”. Clinton: “Just like Al Gore”. (“Forse hai paura di altri quattro anni”, dice Biden riferendosi alla possibile rielezione di Trump. “Disse Clinton …  Abbiamo già perso in precedenza’”, chiude Hillary. E quando Biden afferma “Tutti i voti saranno conteggiati”, la Clinton ribatte:”Come con Al Gore”). “Questa volta è diverso. Posso vincere”, dice Carrey di panni di Biden. “La gente sa che ho un piano”. “Ma il tuo vero vantaggio è che tu non sei una donna, sei un uomo”, dice (in rima) la Clinton interpretata da McKinnon prima di andarsene.

Il Biden di Carrey viene poi raggiunto da altre figure spettrali, come il mago della statistica Nate Silver (creatore e principale autore di FiveThirtyEight) interpretato da Mikey Day, il senatore Mitch McConnell (che passava lì per caso) interpretato da Beck Bennett e la running mate di Biden, Kamala Harris interpretata da Maya Rudolph.

“Sono sicuro che andrà tutto bene, non importa chi avrà vinto”, dice il Biden di Carrey, “sebbene non sia mai un buon segno quando Wallmart smette di vendere armi” (la catena di negozi ha tolto le armi e le munizioni dagli scaffali dei suoi negozi), risponde la Harris di Rudolph finendo la rima. Poi dice al pubblico: “Usa la tua voce ed il tuo voto. La democrazia rappresenterà”. E Biden aggiunge: “Ora legale, guadagniamo un’ora e perdiamo un presidente”. I due allora, con le dita incrociate, pronunciano lo slogan d’apertura dello show: “Dal vivo, da New York! È sabato sera”.

Good luck, America! Incrociamo le dita.

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