La storia di Shimon Hayut è così incredibile da essere diventata un documentario disponibile sulla piattaforma streaming Netflix a partire dal 2 febbraio 2022. Il truffatore di Tinder, dal soprannome affibbiato al protagonista di questa grottesca e assurda vicenda, “the Tinder Swindler”. A partire dall’app di dating online questo giovane di 31 anni è riuscito a imbonire e circuire diverse donne, tre delle quali ora chiedono i danni: circa 730mila dollari. Le vittime hanno lanciato una colletta su GoFundme e lui ha perfino partecipato al documentario.

La vicenda risale al 2019. Hayut si spacciava per “il principe dei diamanti”. Sosteneva di essere il figlio del miliardario magnate russo-israeliano Lev Leviev. Era riuscito perfino a farsi cambiare legalmente il cognome. E ci cascavano, le donne attraccate sull’app, allettate e abbindolate dalle sue serate e dai suoi regali da favola. Una seduzione luxury: caviale, giri in jet privato, cene al Four Season. E cadevano ai suoi piedi. Per rendere la truffa ancora più credibile aveva assunto anche falsi assistenti, partner commerciali e una guardia del corpo sempre al suo fianco.

Raccontava di essere un amministratore delegato di grande potere e influenza e di viaggiare costantemente per affari. Riusciva in questo modo a giocare su più tavoli: a corteggiare contemporaneamente diverse donne. La truffa: diceva di essere perseguitato da cartelli di diamanti sudafricani – che aveva sfidato “per onestà” – e di aver bisogno di soldi per proteggersi, per la sua sicurezza. Con i soldi che riceveva finanziava la sua prossima truffa: e giù con caviale, cene, jet privati. Sono tre le donne che si raccontano nel documentario: Cecilie Fjellhøy reclama 185mila sterline, Ayleen Koeleman 25mila, Pernilla Sjohol 103mila sterline. Secondo le diverse polizie che hanno lavorato al caso – norvegese, britannica e greca – il “principe” avrebbe raccolto negli anni 8,5 milioni di sterline da decine di ragazze.

Hayut – che aveva già scontato una condanna a due anni nel 2015 in una prigione in Finlandia per aver truffato tre donne – è stato catturato nel 2019 in un’operazione congiunta tra l’Interpol e la polizia israeliana. A rendersi conto della truffa Cecilie Fjellhøy: la donna provò a contattare altre vittime, denunciò Shimon che era sparito e contattò la televisione norvegese VG. L’emittente cominciò a raccogliere le testimonianze di altre vittime e una di queste segnalò l’estremo di un volo sul quale si trovava il “principe” e che atterrava in Grecia. Dopo l’arresto il processo e la condanna nel dicembre 2019 a 15 mesi di carcere e un risarcimento di 43.289 dollari. Dopo cinque mesi il rilascio per buona condotta.

Hayut ha partecipato alle riprese del documentario. A Nightline delll’emittente ABC dopo l’arresto aveva mandato un messaggio dicendosi innocente e descrivendo le accuse come “un prestito tra amici”. Anzi, erano state quelle donne a sfruttare lui e la sua situazione e la sua ricchezza: “Mi hanno usato per la mia vita, hanno ricevuto regali costosi e tutto il resto. Quando ho chiesto aiuto hanno accettato di aiutarmi e sanno che ho dei problemi. Non sono scappato da nessuno, sono tutte fake news e bugie”. Su Instagram, prima di sparire, ha scritto: “Se fossi davvero colpevole lo avrei fatto?”.

Fjellhøy, la studentessa norvegese che ai tempi della truffa subita aveva 29 anni, ha raccontato: “Si può trovare di tutto su Tinder ma solo uno swipe può cambiarti la vita. La prima volta che ho parlato con Shimon si è subito creato un legame, era intelligente, simpatico, elegante. Mi ha chiesto se volevo viaggiare con lui su un jet privato. In hotel a 5 stelle. Poi nel cuore della notte mi ha confessato che aveva bisogno di una cosa … Un prestito, ventimila dollari, poi trentamila … 150mila”. All’epoca dei fatti viveva a Londra. Dopo la delusione d’amore è stata ricoverata per pensieri suicidi.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.