I partecipanti alla Conferenza di Berlino hanno approvato la dichiarazione finale sulla Libia. Lo riferiscono fonti diplomatiche, secondo cui non ci sarebbero modifiche sostanziali alla bozza circolata nelle ultime ore. Il documento prevede – tra l’altro – il cessate fuoco permanente, un embargo sulle armi e un processo politico per arrivare a un governo unico. Al tavolo si sono riuniti tutti i Paesi Ue ed extra Ue che hanno dato il loro ok alla dichiarazione finale.

In un primo momento mancavano le firme dei due leader libici Fayez Sarraj e Khalifa Haftar. La cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Esteri Heiko Maas stanno incontrando le due parti libiche, a cui riferiscono le conclusioni della conferenza di Berlino. Gli incontri dovrebbero svolgersi in modo separato, come previsto alla vigilia.

“Finalmente sono stati nominati i componenti del Comitato militare congiunto per la Libia. Avanti così”, scrive su Twitter Giuseppe Conte mentre è in corso la conferenza. Il premier si riferisce alla nomina dei membri del comitato ‘5+5’ incaricato di monitorare il cessate il fuoco.

Angela Merkel ha ricevuto tutti i leader internazionali invitati: soltanto la Tunisia ha rifiutato perché coinvolta tardivamente. Anche il premier Fayez Al Sarraj e il generale Khalifa Haftar sono arrivati nella capitale tedesca ed hanno avuto colloqui separati con la cancelliera prima degli inizi dei lavori. Si attende la conferenza stampa in serata. Secondo informazioni trapelate da fonti diplomatiche italiane, Merkel incontrerà i giornalisti insieme al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Non è però escluso, secondo altre fonti, che si aggiungano altri protagonisti del vertice.

“L’Europa deve fare autocritica. Gli europei sono arrivati troppo tardi”, ha detto il premier libico Fayez al Sarraj al Welt am Sonntag. Il primo ministro Sarraj si mostra deluso anche per le divergenze delle posizioni in Europa sulla questione libica, con la Francia più favorevole al rivale Haftar. “Ci saremmo aspettati che la Ue si schierasse in modo chiaro contro l’offensiva di Khalifa Haftar, e che aiutasse a risolvere la crisi attuale”. “L’Europa purtroppo ha avuto finora un ruolo molto modesto. Anche se alcuni Paesi hanno un rapporto speciale con la Libia e sono nostri vicini con molti interessi in comune”, ha aggiunto Sarraj.

Giuseppe Conte ha detto che l’Italia è pronta “a contribuire al monitoraggio della pace”. E nel Palazzo della Cancelleria a Berlino, Conte e Di Maio hanno incontrato  il segretario di Stato americano Mike Pompeo. “Stop alla vendita di armi, l’unica via è il dialogo, l’Ue deve parlare con una sola voce”, dice intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio illustrando la linea italiana.

La conferenza di Berlino “è una tappa importante” per cementare il cessate il fuoco in Libia, ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha incontrato Putin. “Esortare le parti libiche a fermare tutte le ostilità contro le strutture petrolifere” del Paese. È uno dei punti contenuti nella bozza della dichiarazione finale della Conferenza di Berlino, secondo le ultime anticipazioni riportate da Al Arabiya in un tweet. Ieri la National Oil Corporation libica è stata costretta su pressione del generale Khalifa Haftar a chiudere i terminal petroliferi della Cirenaica.

“Oggi si svolge a Berlino una conferenza volta a discutere della crisi in Libia. Auspico vivamente che questo vertice, così importante, sia l’avvio di un cammino verso la cessazione delle violenze e una soluzione negoziata che conduca alla pace e alla tanto desiderata stabilità del Paese”, ha detto papa Francesco in Piazza San Pietro dopo la recita dell’Angelus.