Torna alta la tensione al confine fra Guinea e Sierra Leone dopo che il governo di Conakry ha arrestato 16 soldati sierraleonesi accusati di aver varcato il confine illegalmente. Questo gruppetto di militari avrebbe occupato una porzione di territorio nel distretto di Koudaya, nella regione di Faranah, dove avrebbero issato la bandiera della Sierra Leone. Le forze armate guineane sono subito intervenute arrestando i soldati e trasferendoli  in un carcere militare della capitale. La Sierra Leone racconta una storia profondamente diversa e dice che i suoi uomini erano dentro i confini nazionali, dove stavano costruendo mattoni per fortificare una postazione di frontiera e qui sarebbero stati catturati da due pattuglie di Conakry.

Il vero problema è che fra le due nazioni dell’Africa occidentale la disputa sui confini va avanti da anni e la Guinea ha più volte cercato di influenzare la politica interna di Freetown. Durante la guerra civile che ha dilaniato la Sierra Leone per anni, il governo legittimo sierraleonese chiese aiuto alla confinante Guinea, che inviò le proprie truppe nel villaggio di Yenga e lungo la frontiera comune per contenere i ribelli e stabilizzare la zona. Nel 2002, alla fine della guerra civile, i soldati guineani però non se ne andarono e da quel momento Conakry rivendica quei territori basandosi su un’interpretazione contestata di un trattato coloniale franco-britannico firmato nel 1912.

Questo documento risale al tempo in cui Francia e Gran Bretagna si spartivano l’Africa occidentale trattando i confini come linee amministrative, non come realtà vissute da popolazioni reali che spesso si ritrovarono divise da un confine artefatto. Dopo 10 anni di trattative, nel 2012 , fu firmato un accordo di smilitarizzazione della regione, ma non è mai stato rispettato. Il vero motivo di questa infinita querelle territoriale sono gli interessi economici, perché l’abitato di Yenga sorge alla confluenza dei fiumi Makona e Moa, un’area geograficamente strategica e ricca di fondamentali risorse naturali.

Il sottosuolo di questa zona di confine contiene ingenti quantità di diamanti alluvionali e di oro. La Sierra Leone è una nazione particolarmente fragile e le sue risorse minerarie hanno sempre fatto gola ai paesi confinanti. In Guinea al potere c’è l’ex Tenente Colonnello Mamady Doumbouya che con un colpo di stato nell’ottobre del 2021 ha rovesciato il governo di Alpha Condè, instaurando una dittatura militare per poi tornare ad un governo civile, sempre guidato da lui. La questione di confine appare lontana dal potersi risolvere e le due nazioni sono pronte allo scontro militare in un’area particolarmente complicata.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi