Sparisce, almeno parzialmente, il bonus 200 euro contro il caro vita previsto dal primo decreto Aiuti. È una delle novità emerse dall’incontro tenuto oggi a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i segretari di Cgil, Cisl e Uil.

Il vertice, alla presenza anche dei ministri Franco, Giorgetti, Patuanelli, Orlando e Brunetta, oltre al sottosegretario Garofoli, conferma l’attivismo del premier nonostante il clima imperante di campagna elettorale che coinvolge i partiti della sua stessa maggioranza.

A Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri il premier ha confermato “la volontà del governo di non abbandonare i lavoratori, i pensionati, le imprese”. Un incontro accolto positivamente dalle parti sociali. “L’incontro ha prodotto alcune prime risposte. Credo che la strada sia giusta”, ha dichiarato fuori da Palazzo Chigi al termine della riunione di un’ora e mezza Landini.

Un vertice servito a Draghi per illustrare ai sindacati le linee essenziali del decreto Aiuti bis, che il Consiglio dei Ministri approverà nei prossimi giorni e che dovrebbe contare su risorse pari a 14,3 miliardi di euro, “cifre non banali” ha sottolineato il premier, un tesoretto dovuto alle maggiori entrate incassate dallo Stato in questo periodo.

Come detto, nel nuovo decreto non ci sarà il ‘rinnovo’ del bonus 200 euro. Il contributo contro il caro vita arriverà nel provvedimento solo a quelle categorie di lavoratori, come i precari della scuola, stagionali, lavoratori agricoli, che erano stati esclusi dalla misura contenuta nel primo decreto Aiuti. Per tutti gli altri non ci sarà alcuna replica, prevista invece per gli sconti in bolletta o sul taglio delle accise sul prezzo dei carburanti

I sindacati, uscendo da Palazzo Chigi, hanno annunciato che nelle intenzioni dell’esecutivo c’è quello di utilizzare le risorse destinate al bonus 200 euro ‘per tutti’ per un intervento di decontribuzione: “Ci hanno detto che si interviene sulla decontribuzione dei lavoratori dipendenti quindi si aumenta il netto in busta paga”, ha detto il segretario Uil Bombardieri, che però ha sottolineato come ancora non si hanno i dettagli della misura. “E’ la base di partenza del confronto” con le parti sociali, ha confermato anche il ministro Andrea Orlando lasciando la sede del governo.

Altro punto su cui si sta lavorando è l’anticipo dell’indicizzazione delle pensioni: non più gennaio 2023, ma già dal secondo semestre del 2022, un anticipo di 4 mesi (più la tredicesima) che sosterrebbe le pensioni più basse.

È rimasta fuori dal colloquio di Palazzo Chigi invece l’ipotesi del taglio dell’Iva sul carrello della spesa, in particolare su alcuni beni di largo consumo. A confermarlo è Maurizio Landini, il segretario della Cgil che tra l’altro si dice contrario ad una misura simile perché “si tratterebbe di un taglio per tutti a prescindere dal reddito” e perché “abbiamo posto il problema di un controllo dei prezzi perché il loro aumento non è legato solo all’inflazione ma anche ad una speculazione”. “Il problema dunque non sarebbe solo abbassare l’Iva ma di controllare i prezzi dei generi di consumo“, le parole di Landini.

Redazione