È possibile indossare la toga di magistrato e contemporaneamente avallare tesi antisemitiche e razziste? Guidare l’operazione “Rinascita Scott” e privare della libertà centinaia di persone mentre si va a braccetto con chi grida contro gli ebrei “che comandano il mondo” e chi accusa governi, medici e scienziati di aver attuato, tramite l’imbroglio del Covid (“che non uccide”), una “strage di Stato? «Gratteri lo ha letto, e ha deciso di firmarne la prefazione, per noi questo presenta un avallo eccezionale».

L’avallo è a un libro che si chiama La strage di Stato, un vademecum non solo negazionista sul Covid e i vaccini, ma complottistico, paranoico e decisamente razzistico. Non è solo questione di opinioni discutibili, qui siamo su un crinale molto serio che sfiora il codice penale. Anche se la legge Mancino è criticabile da chi non crede nei reati d’opinione, la sua violazione da parte di un magistrato qualche problema lo crea. Per la credibilità delle sue inchieste e delle sue azioni, prima di tutto. Ecco alcuni dei concetti che il procuratore Gratteri avrebbe “avallato”, secondo quanto dicono gli stessi autori del testo. «Vogliamo dire chi comanda nel mondo? Comandano gli ebrei! Sta tutto in mano a loro! Tutte le lobby economiche e le lobby farmaceutiche…».

Il che, inserito in un contesto in cui prima si nega l’esistenza stessa del virus che «non ha ucciso nessuno», poi si strilla contro l’uso delle mascherine che andrebbero «buttate nel cesso» e si definisce il vaccino «acqua di fogna», per poi emettere la sentenza su una “strage di Stato”, significa anche chiamare per nome e cognome i colpevoli da condannare. Gli ebrei, prima di tutto, perché governano il mondo e possiedono le banche (già sentita). E sono componente fondamentale della «strategia globale del terrore», fanno parte di quel «governo mondiale da parte del Deep state guidato dalle alte vette del Vaticano, dalla famiglia Windsor, Rockefeller e Rotschild». Follia antisemitica, o semplicemente follia?

Sembrerà strano (e ringraziamo il giornalista del Foglio Luciano Capone per avercelo segnalato), ma i nomi degli autori di questo libro, che si fa fatica anche a tenere in mano, non sono neppure rilevanti. Uno si chiama Pasquale Maria Bacco, è un medico il cui titolo fasullo di professore è già stato smascherato dai segugi di Striscia. È amministratore delegato della società Meleam, che si occupa di medicina legale, e sostiene di aver svolto 23 autopsie e di aver verificato che nessuna della persone ufficialmente dichiarate morte di Covid in realtà lo era. Erano anziani o malati di altro, dice. «Abbiamo smascherato tutto», scrive nel suo libro. Salvo poi ammettere, in un’intervista ad Affari italiani: «Da quando ho fatto le autopsie, ogni settimana ho un procedimento in corso. Per fortuna la società per cui lavoro mette a disposizione un avvocato».

L’altro autore del libro è un magistrato della corte d’appello di Messina, Angelo Giorgianni, vecchia conoscenza della politica, eletto al Parlamento nel 1996 con Rinnovamento italiano di Lamberto Dini, per un breve periodo sottosegretario all’Interno del primo governo Prodi, poi silurato per quel “verminaio Messina”, un’accusa infondata su rapporti sospetti tra imprenditori, professori e magistrati, poi finita in niente. La sua esperienza politica finirà poi con l’adesione all’Udeur di Clemente Mastella e infine il ritorno alla toga. I due autori del libro sono accomunati dall’adesione al gruppo “L’Eretico”, molto attivo su Facebook, che da più di un anno, mescolando tesi antiscientifiche e propaganda su arbitrii travestiti da libertà, svolgono attività da imbonitori. Sono pericolosi, inutile nascondere la realtà. Perché se qualcuno si dovesse convincere che il virus non ha mai ucciso nessuno e che i centomila morti in realtà non esistono, perché sarebbero morti comunque, o perché erano troppo vecchi o troppo malati per poter continuare a vivere, tutto diventerebbe inutile, la prevenzione come le cure.

Tanto erano tutte sbagliate, dicono gli autori con l’avallo di Gratteri, e quei medici colpevoli hanno solo accelerato le morti. E i medici sono quindi assassini? Lei dottor Gratteri “avalla” questa accusa? Dobbiamo farli arrestare? E quegli imbroglioni che hanno messo in scena le finte bare di Bergamo? Arrestiamo anche loro per il concorso esterno così diffuso in Lombardia? Se questo è il quadro, vediamo quale è il ruolo del procuratore Gratteri. Nella sua prefazione, il magistrato mostra di apprezzare moltissimo questa “inchiesta”. Quasi quasi gli ricorda il metodo di quelle che svolge lui. Se è così, è preoccupante. Perché il libro «ricostruisce la successione degli eventi, la fonte dei provvedimenti, le correlazioni talvolta insospettabili tra fatti e antefatti, sollevando angosciosi interrogativi –degni di approfondimento nelle sedi competenti- sulla gestione dell’emergenza pandemica».

L’inchiesta sul Covid come “Rinascita Scott”. Con la stessa credibilità, lo stesso metodo investigativo. Manca solo il nome dell’avvocato Pittelli, al posto di quello di Rotschild. Questo ci sta dicendo tra le righe il magistrato inquirente. Che in fondo qualche reato lo sta già annusando. La cosa ci preoccupa, e ci induce a qualche riflessione. Ci sono tanti mestieri che si possono fare con la laurea in giurisprudenza che, come si diceva una volta, apre tutte le porte. O anche con la maturità scientifica. Magari in qualche ufficio in cui non si possano fare danni. Non è obbligatorio che il dottor Nicola Gratteri faccia il procuratore della Repubblica, cioè colui che dirige la polizia giudiziaria e ha il potere assoluto (salvo smentite successive, cosa che a lui succede piuttosto spesso), sulla libertà e sulla vita dei cittadini. Non è obbligatorio, ma lui lo fa, in quel di Catanzaro, Calabria, terra di povertà e anche di mafia.

Nei suoi blitz le manette scattano a centinaia, colpevoli e innocenti insieme in un mosaico in cui tutto si incastra secondo una logica spesso non costruita sui fatti ma su connessioni che ricordano i finti sillogismi che studiavamo al liceo, del tipo “acqua salata fa bere e ribere, bere e ribere estingue la sete, quindi acqua salata estingue la sete”. Vorremmo sapere se è un po’ lo stesso mosaico che mette insieme le grandi famiglie ebraiche che governano il mondo insieme al Vaticano e ai poteri finanziari e che imbrogliano le persone “per trasformarle in Ogm”, mettendo in campo torme di medici e scienziati assassini che inoculano vaccini velenosi. E se il procuratore Gratteri “avalla”.

E intanto, dalle colonne di Famiglia Cristiana con uno scritto di suo pugno che denota scarsa dimestichezza con la letteratura, lui di persona augura una sorta di Buona Pasqua in chiave anti-‘ndrangheta a «chi usa la parola garantismo per attaccare chi combatte le mafie». Anche i garantisti complottano insieme agli ebrei, a quanto pare.