Luigi di Maio non sarà più tesoriere del M5s. Una decisione presa, dice “per riconquistare la mia libertà”. Nel giorno in cui Di Maio è impegnato da ministro degli Esteri a Berlino per trovare una soluzione alla crisi in Libia, arriva l’annuncio della rinuncia al ruolo,  secondo quanto riporta il Corriere della sera. E si toglie così la prima spina nel fianco, dopo le tante polemiche che lo hanno stressato sulla gestione dei conti, i mancati rimborsi reclamati ai parlamentari e oggetto del contendere nelle recenti espulsioni.

Il capo politico dei grillini ha deciso di accelerare i cambiamenti in vista degli Stati generali di marzo. La carica di tesoriere sarebbe scaduta il prossimo settembre, ma Di Maio ha deciso di cederla prima, accelerando la fase di cambiamenti tanto attesi in vista degli Stati generali di marzo. Ha ceduto la carica ma non la gestione perchè Di Maio intende occuparsi in prima persona di traghettare il movimento verso il cambiamento, come dice a Repubblica, anche se “sono stanco delle pugnalate. Il punto non sono le mie dimissioni da capo politico o da ministro degli Esteri, non si discute di questo. Ma dl futuro del Movimento”.

L’idea sarebbe quella di allargare la leadership grillina evitando la creazione di un direttorio che creò malcontento all’interno del movimento. Di Maio punta invece a una gestione collegiale, magari con un “comitato”  che faccia tanto da macchina organizzativa sul territorio, quanto da cervello in grado di ripensare a nuovi contenuti e agli obiettivi per le prossime sfide elettorali. Serve un «Movimento nuovo», rifondato dalle fondamenta.

Ma vuole essere meno solo nelle battaglie in Tv e dividere il peso e la responsabilità che grava sulle sue spalle: “A volte mi è sembrato di farlo solo io – riporta ancora Repubblica – E paradossalmente ora proprio quelli che non si sono più sporcati le mani, chiedono a me maggior coinvolgimento e dicono che le colpe sono solo mie”.