È caduto vittima delle fake news sui vaccini e non contento non ha compiuto alcun passo indietro di fronte alle bufale propinate ai suoi fedeli. È la vicenda che coinvolge don Paolo Pasolini, parroco di San Rocco (Cesena) che nel corso della consueta omelia di domenica si è lasciato ad andare a tesi sui vaccini che di scientifico non hanno nulla.

Le tesi sostenute dal parroco sono sconcertanti e già ampiamente smentite dalla scienza: per don Paolo alcune donne sono state “pagate da aziende statali oppure private, non dalla criminalità organizzata” per farsi ingravidare e poi per abortire al quarto o quinto mese, così da utilizzare gli organi del loro “feto vivo”, “fegato, cuore e polmoni”, per la sperimentazione del vaccino anti-Covid.

Tesi bislacche e “prive di qualsiasi fondamento scientifico e pericolose”, ha commentato il sindaco di Cesena Enzo Lattuca, che spera come “queste falsità palesi non abbiano effetto su chi le ha ascoltate”.

Ma è anche il mondo ecclesiastico a prendere le distanze da don Paolo: il vescovo di Cesena Douglas Regattieri ha fatto sapere di condividere “la posizione contenuta in una nota della Congregazione per la dottrina della fede” dello scorso 21 dicembre, per cui è “moralmente accettabile utilizzare vaccini anti Covid-19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione”.

Nonostante la posizione del Vaticano sia chiara, con Papa Francesco che si è anche vaccinato, don Paolo non fa alcuna marcia indietro. Sentito al telefono dal Corriere della Sera il parroco di San Rocco ribadisce che quanto detto nel corso dell’omelia “c’è scritto ovunque, basta leggere”, tesi che secondo don Paolo “le appoggiano i medici e gli esperti”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia