Giulietto Chiesa, noto giornalista con alla spalle una lunga carriera all’Unità, La Stampa, Manifesto e Micromega, è morto oggi all’età di 79 anni. A darne notizia è stato il vignettista Vauro Senesi su Facebook: “Giulietto Chiesa è morto”.

Il disegnatore ha aggiunto nel post di “ricordare i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei”.

Chiesa è stato per anni uno dei più importanti osservatori del mondo sovietico, raccontandone anche la disgregazione dopo il crollo dell’URSS.

Da sempre attivista comunista, era stato dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Nel 1980 entra a L’Unità, il giornale del PCI che lo manda come inviato a Mosca per le Olimpiadi.

Nel 2004 Chiesa viene candidato ed eletto da indipendente alle Europee per la lista “Di Pietro – Occhetto, società civile”, raccogliendo più di 14mila preferenze nella circoscrizione Nord Ovest, 8mila al Nord Est e 12mila al Centro. Nel 2017 il suo impegno politico si sposa con quello del magistrato Antonio Ingroia nella “Lista del Popolo per la Costituzione”, che alle politiche del 2018 raccoglie soltanto lo 0.03% a livello nazionale.

Negli ultimi anni il suo nome è stato sempre più accostato al mondo del complottismo, con interventi rilasciati in particolare sulla televisione online Pandoratv.it, fondata da Chiesa nel 2014. Il giornalista era diventato un forte sostenitore di teorie come scie chimiche, la matrice americana dietro l’attentato dell’11 settembre alle Torri Gemelle, così come la ‘cabina di regia’ dietro gli attentati del 2016 a Bruxelles. Nel corso degli anni le sue posizioni filo-Putin si erano fatte sempre più forti, in particolare sulla guerra in Siria e sull’uso di armi chimiche da parte del presidente Bashar al-Assad, alleato proprio di Putin.