Terre rare
L’offerta economica di Trump per la Groenlandia: “La compro per 700 miliardi di dollari”. Gli avvertimenti, le minacce e l’irriverenza
Donald Trump, la Groenlandia, la vuole davvero. E ieri il presidente degli Stati Uniti è tornato a lanciare messaggi molto chiari. Gli Stati Uniti hanno bisogno dell’isola “per motivi di sicurezza nazionale” ha scritto il tycoon sul social Truth. “È vitale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe farci da apripista per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non accadrà!” ha continuato Trump. The Donald, condividendo un articolo che parlava dei timori dell’intelligence danese sulle mire di Mosca e Pechino, ha messo nel mirino direttamente Copenaghen, chiedendo alla Nato di convincerla ad “andare via” perché non poteva difendere l’isola artica con “due slitte trainate da cani”.
Gli avvertimenti, le minacce e anche l’irriverenza mostrata da Trump preoccupano non solo la Danimarca, ma anche l’Unione europea. Ieri, il governo di Mette Frederiksen ha annunciato il rafforzamento della presenza militare nel suo territorio artico in coordinamento con la Nato. Sempre su richiesta di Copenaghen, la Svezia ha comunicato l’invio di ufficiali delle forze armate. E gli annunci sull’aumento della presenza militare in Groenlandia sono arrivati proprio nel giorno in cui a Washington si è tenuto il vertice tra il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen e la sua omologa groenlandese, Vivian Motzfeldt. L’incontro, durato poco meno di un’ora, è servito soprattutto a capire le reali intenzioni del presidente Trump.
L’offerta economica di Trump per la Groenlandia
Secondo le indiscrezioni della Nbc, il tycoon starebbe facendo sul serio, al punto da avere addirittura incaricato Rubio di elaborare un’offerta formale per acquistare l’isola. Secondo gli esperti, la cifra potrebbe aggirarsi intorno ai 700 miliardi di dollari. Ma sia il governo danese che quello groenlandese hanno chiarito che l’isola artica non è in vendita. Poco prima dell’incontro di Washington, lo stesso primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen aveva espresso il suo pensiero in modo molto chiaro. “Se dovessimo scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, sceglieremmo la Danimarca”, ha detto il premier dell’isola, scatenando la rabbia di The Donald. E la speranza di Nielsen e Frederiksen è quella di far desistere Trump anche grazie al sostegno degli alleati europei.
L’escalation tra due alleati membri dell’Alleanza atlantica ha già messo in allerta il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e i leader alleati. Ieri, il presidente francese Emmanuel Macron ha messo in guardia dalle “conseguenze a cascata sconosciute” in caso di annessione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. “Non sottostimiamo le dichiarazioni sulla Groenlandia”, ha affermato la portavoce Maud Bregeon, che ha sottolineato come la Francia stia seguendo la situazione “con la massima attenzione”. A conferma dell’impegno di Parigi, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha annunciato che il prossimo 6 febbraio la Francia aprirà un consolato proprio a Nuuk. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito che la Groenlandia “appartiene ai suoi abitanti” e che può contare sul pieno supporto di Bruxelles. E anche il governo italiano si è allineato alla posizione europea, con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha dichiarato che “il destino della Groenlandia lo decidono i cittadini della Groenlandia e, siccome c’è l’unità della Corona, in qualche modo deve essere assolutamente coinvolta anche la Danimarca”.
Trump però non sembra volere scendere a compromessi. E da Washington è arrivato un segnale altrettanto netto. Subito dopo l’incontro tra Vance, Rubio e i ministri di Danimarca e Groenlandia, la Casa Bianca ha pubblicato un post sui social esplicito. “Da che parte stai, groenlandese?” si chiede l’account ufficiale della presidenza Usa. E nel “post” si vede una slitta trainata da cani davanti a un bivio. Da una parte ci sono gli Stati Uniti, con il sole. Dall’altra parte, il Cremlino, la bandiera di Cina e Russia e una tempesta.
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