Il parlamento olandese ha approvato ieri sera una mozione che esorta il governo a non accettare alcuna proposta da parte dell’Unione europea che renda i Paesi Bassi ‘responsabili’ del debito nazionale di un altro Stato, in un chiaro sostegno della posizione rigorista del premier Mark Rutte sui cosiddetti ‘coronabond’.

Come riporta il National Post, la mozione presentata dal partito anti-Ue Forum per la democrazia (FvD), non è vincolante, ma renderà politicamente difficile, se non impossibile, per i Paesi Bassi sostenere le richieste italiane in vista dell’Eurogruppo di oggi pomeriggio.

L’INTERVISTA DI CONTE ALLA BILD – A nulla è valsa quindi l’intervista rilasciata dal premier italiano Giuseppe Conte al quotidiano tedesco Bild, dove ha alzato la voce mandando un monito a quei Paesi, soprattutto Olanda e Germania, che stanno in tutti modi intralciando la strada che potrebbe portare agli Eurobond, utili per fronteggiare l’emergenza economica dovuta alla pandemia di coronavirus.

“Per non perdere competitività abbiamo bisogno di Eurobond”, ha dichiarato il premier nell’intervista concessa alla “Bild”. “Noi competiamo con Cina e Stati Uniti: vedete le manovre che hanno messo in campo. Negli Stati Uniti parliamo di una manovra del 13% circa rispetto al Pil. Se l’Europa non agisce, le nostre industrie perderanno competitività a livello globale”.

Conte aveva lanciato un messaggio chiaro alla Ue. “L’Europa deve rispondere senza se e senza ma, altrimenti i cittadini europei saranno delusi, e ne soffriranno anche i cittadini tedeschi”, ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo: “È nell’interesse reciproco che l’Europa batta un colpo, altrimenti dobbiamo assolutamente abbandonare il sogno europeo e dire che ognuno fa per sé”.

L’auspicio di Conte è che strada verso gli Eurobond non sia definitivamente sbarrata. Altrimenti nel continente potrebbe scoppiare un profondo malcontento tra le persone. “La delusione non è mia, non del primo ministro Giuseppe Conte, ma di tutti i cittadini. Sono convinto anche dei cittadini tedeschi, che non hanno alcun vantaggio dal fatto che l’Europa in questo momento non riesca a calibrare, a varare, ad adottare una reazione forte, solida e comune”, ha concluso il premier.