Ambrogio
Inchiesta Milano, torri sequestrate e funzionari indagati. Ma il governo cittadino si avvita su se stesso
C’è qualcosa di stridente, quasi di indecente, nel vedere una città sotto assedio giudiziario — con le sue torri sequestrate, i suoi funzionari indagati, il suo modello di sviluppo messo in discussione un cantiere dopo l’altro — trasformarsi nel teatro di una crisi politica che ha il sapore della farsa. Mentre Milano avrebbe più che mai bisogno di una guida salda, di una maggioranza coesa, di una narrazione politica capace di rispondere colpo su colpo alle inchieste che ne intaccano la credibilità, il governo cittadino si avvita su se stesso. E per cosa? Per un veto ideologico su un assessorato.
Sindaco Sala, Lei in molti momenti , ha dimostrato di avere la capacità di decisione di cui la città ha bisogno: questo è uno di quei momenti .Non della mediazione a oltranza, non del compromesso al ribasso, non dell’equilibrismo che tiene tutti dentro e nessuno contento. È il momento di decidere con chi si vuole governare questa città nei suoi anni più difficili. Azione ha garantito la tenuta della maggioranza in ogni passaggio decisivo: San Siro, Pirellino, Salva Milano. I Verdi, nello stesso arco di tempo, hanno votato contro, abbandonato l’aula, tenuto in ostaggio i lavori consiliari su questioni di politica estera che nulla hanno a che fare con le competenze comunali.
I fatti parlano. E i fatti dicono che Milano non può permettersi di essere ostaggio di chi la vuole trasformare in un campo di battaglia ideologico, sacrificando la concretezza dell’amministrazione sull’altare di battaglie simboliche. Lei ha l’ultima parola. La usi per liberare Milano da questo ricatto. I milanesi, alla fine, giudicheranno.
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