Continuano le tensioni nella maggioranza di Governo. L’ultimo attacco al premier Conte arriva dalla ministra di Italia Viva Teresa Bellanova nel corso di una riunione in programma domenica mattina, 3 gennaio, a palazzo Chigi.

Bellanova si scaglia contro la nuova ‘linea’ dell’Esecutivo che avrebbe intenzione di abbassare l’indice Rt per giustificare nuove restrizioni per evitare una terza ondata di contagi. “Ancora una volta di più – avrebbe detto la ministra delle politiche agricole alimentari e forestali nel corso del vertice di questa mattina – verifichiamo l’insufficienza del sistema sanitario, sancita dalla necessità di far scattare le Regioni arancioni o rosse con soglie di Rt più basse di quanto indicato in precedenza per evitare ulteriori criticità. E si verifica l’insufficienza e la poca chiarezza sul Piano vaccinale. Se si vuole uscire da questo stallo dando un messaggio chiaro ai cittadini c’è un solo modo: continuare puntuale tracciamento e far chiarezza sul piano vaccinale. Il solo messaggio restate in casa è evidente che psicologicamente ed economicamente ai cittadini non basta più. A fronte di un sacrificio che chiediamo alle persone, dobbiamo dare certezze. E io per i dati che leggo, ancora ne vedo poche”.

RISTORI – “Il patto con le categorie penalizzate a Natale va mantenuto e il DL per i ristori va fatto subito. Sappiamo perfettamente che la ristorazione è stato uno dei settori più esposti e colpiti. I ristori vanno quantificati e garantiti nel prossimo DL. E vanno decisi ristori adeguati per il sistema agroalimentare, su cui ricadono le misure di chiusure e limitazioni del canale ristorazione” ha aggiunto, secondo fonti di Italia Viva, la ministra Teresa Bellanova nel corso della riunione con i capidelegazione.

ANZALDI – A rincarare la dose ci pensa poi il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi: “Il Fatto quotidiano, house organ di Palazzo Chigi, illustra il piano politico di Conte: sbarazzarsi di Renzi e Italia Viva. Conte smentirà? Che ci facciamo in un governo in cui il premier lavora per sbarazzarsi di una parte della maggioranza invece di dare risposte su sanità e Recovery?” scrive su Twitter.

IL PIANO DI RENZI –  In mancanza di risposte da parte del presidente del premier Conte, il leader di Italia Viva Matteo Renzi sarebbe pronto a chiedere alle ministri di Italia viva di dimettersi. Secondo i renziani, infatti, la maggioranza non avrebbe i numeri alternativi per sostituire i voti di Iv in Parlamento con la speranza, in caso di crisi, di un governo istituzionale. Uno dei nomi che gira è quello di Marta Cartabia, presidente della Corte costituzionale.

RISPOSTE O NIENTE VOTI ITALIA VITE – Concetto ribadito anche dal presidente del partito Ettore Rosato in una intervista rilasciata a ‘La Stampa’. “In un momento così difficile – afferma – il presidente Mattarella ha saputo parlare al cuore degli italiani, c’è assoluta condivisione da parte nostra di tutto il suo intervento. Naturalmente anche sul richiamo ai costruttori, categoria in cui ci iscriviamo. Abbiamo provato ad essere costruttivi anche nelle ultime settimane, presentando al presidente Conte due documenti con decine di pagine di proposte”.

“Il Parlamento – sottolinea Rosato – è il luogo giusto. Forse lì avremo anche le risposte alle tante questioni di merito che abbiamo posto e a cui non ha mai trovato il tempo per rispondere. Del resto, il presidente Conte è molto impegnato a telefonare a tutti i senatori dell’arco costituzionale mi sembra…”. “Francamente – sottolinea – abbiamo teste che pensano in maniera autonoma nel nostro partito, ma siamo arrivati qui condividendo tutto il percorso. Le cose su cui stiamo insistendo sono preoccupazioni che condividiamo tutti. Una su tutte: sono mesi che richiamiamo la necessità di organizzarci sui vaccini. Oggi ci si accorge che non ci sono infermieri e medici sufficienti e che siamo tra gli ultimi in Europa come vaccinazioni effettuate”.

“Una maggioranza non si regge sulle concessioni. Abbiamo scritto e reso pubbliche le nostre richieste: l’utilizzo del Mes; le risorse su infrastrutture, sanità, cultura, turismo; una gestione istituzionale dei servizi segreti; un piano serio sulle vaccinazioni… Fino ad una scelta chiara tra giustizialismo e garantismo. Basta accantonare i problemi sperando che qualcuno prima o poi li risolva per te. In particolare, in un momento così difficile per il Paese noi siamo preoccupati di non sprecare 200 miliardi. La nostra preoccupazione è solo su questo, non su giochi di palazzo. Su questo chiediamo risposte e siamo convinti di non essere i soli preoccupati di aver letto un documento inadeguato e superficiale”.

“Noi pensiamo che c’è la costituzione. In caso di crisi il presidente Mattarella non ha bisogno di consigli né da me né dal Pd su come gestirla”. È possibile un appoggio esterno o non voterete proprio la fiducia? “Siamo stati molto chiari – conclude Rosato – sulle cose che faremo se non c’è un’inversione di rotta sul metodo e sui contenuti. O si lavora seriamente per l’Italia e le nostre idee servono oppure, se sono inutili, faranno a meno anche dei nostri voti. Lo hanno detto prime fra tutte le nostre ministre. La palla è completamente nel campo del presidente Conte”.