L'evento
La CPAC (Conservative Political Action Conference) arriva in Italia per la prima volta. L’invito a Meloni e Salvini
Evocata, annunciata, desiderata e da qualcuno anche temuta, la Conservative Political Action Conference arriva in Italia per la prima volta dal 4 al 6 settembre; un primo approccio in vista del debutto previsto per il 2027. Una conferenza che, oltre ad ospitare i leader politici dell’area conservatrice, raccoglie intellettuali e figure chiave, costruendo una rete fondamentale per le sfide che attendono l’Europa e le Americhe in futuro.
Nata nel 1974 come principale appuntamento del mondo conservatore all’interno del Partito Repubblicano, negli ultimi anni la CPAC ha oltrepassato i confini statunitensi avviando eventi e iniziative in Europa e in Australia. Gran Bretagna, Messico, Australia, Ungheria e ora l’Italia. Per i conservatori italiani è un riconoscimento che dimostra come anni e anni di lavoro abbiano costruito in Italia una realtà solida, riconosciuta e rispettata da quel mondo che per decenni è stato unicamente a trazione anglosassone.
Da anni si vociferava la possibilità di organizzare una CPAC in Italia, e la notizia del lancio dell’iniziativa non può che sfatare quelle cantilene secondo cui con gli Stati Uniti, i repubblicani e l’amministrazione Trump fosse ormai terminato ogni rapporto politico. Al contrario, l’iniziativa dimostra come il canale tra conservatori non si sia mai interrotto e sia proseguito in maniera prolifica.
Diverse le figure italiane coinvolte nell’organizzazione insieme a Matt Schlapp, che guida la CPAC (a cui si deve l’iniziativa di estendere la conferenza oltre gli Usa), e a Marcel Kaminstein. Il programma, da quello che si apprende, dovrebbe prevedere una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa e una cena di gala che si terrà il 6 settembre, la quale registra tra gli invitati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme all’intero esecutivo e non solo. Un segnale importante su due fronti: quello dello stato del conservatorismo in Italia e quello delle relazioni tra conservatori italiani e statunitensi.
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