La giornata politica
La Lega discute il post-Vannacci mentre il generale lancia Pozzolo. Riformisti del Pd con Gualmini?
Oggi il Consiglio federale del Carroccio. Fazio (Noi Moderati) favorita come sottosegretaria agli Esteri. FdI dice no all’ipotesi Pozzolo
Leonard Cohen, in una sua canzone, è chiaro: in ognuno c’è una crepa. E da lì entra la luce. Una suggestione che oggi ben si presta alla politica italiana. Le crepe del centrodestra, del centro e della sinistra illuminano angolature inesplorate. Quelle che abbiamo davanti, d’altronde, non sono le ultime settimane di campagna referendaria ma le prime della campagna elettorale. E allora ogni piccolo movimento tellurico, perfino quelli dall’apparenza insignificante, può dare il via a uno sciame sismico rilevante.
Il caso Vannacci scuote il centrodestra, apre una voragine nella Lega e costringe tutti gli alleati della coalizione di governo a venire allo scoperto, assumendo ciascuno la propria posizione nei confronti del Generale. Posizioni diversissime. Forza Italia e Noi Moderati tirano un sospiro di sollievo nel saperlo fuori dal perimetro della coalizione. La Lega cerca di contenere i danni — avrebbe già perso un 3% a vantaggio di Roberto Vannacci — provando a non parlarne. Fratelli d’Italia è al suo interno divisa tra chi vorrebbe un dialogo con Vannacci per godere del suo appoggio sia oggi sia domani, nel post-elezioni 2027, e chi spera di confinarlo in una riserva indiana marginale, con un 2% che la legge elettorale si incaricherebbe di anestetizzare.
Roberto Vannacci sa di essere — nel bene e nel male — l’oggetto del contendere e inizia a muoversi con l’oscilloscopio. Sì alla fiducia, no sull’Ucraina, qualche astensione: i suoi in Parlamento proiettano giochi d’ombre. Lui gioca al vedo/non vedo: «Interlocuzioni le ho un po’ con tutti, non le ho formalmente, nel senso che non c’è stato un incontro formale tra me e il rappresentante del partito Fratelli d’Italia per discutere del futuro di quella che sarà la mia azione politica. Però parlo con tutti. E non è che io mi collochi all’interno della coalizione, perché, giustamente, come dice lei, per fare parte della coalizione bisogna esserne invitati. Però io in questo momento sto supportando questo governo di centrodestra con il sì al voto di fiducia, ma mi sto ponendo esattamente in maniera critica rispetto all’invio di armi verso l’Ucraina».
In questo clima torna a riunirsi oggi, nella sede di via Bellerio a Milano, il Consiglio federale della Lega. L’appuntamento è fissato alle 15. Dopo la riunione del parlamentino del Carroccio del 3 febbraio scorso, proprio nel giorno dell’addio di Roberto Vannacci, al centro del federale convocato da Matteo Salvini ci sarà ancora il Generale e le defezioni che rischia di produrre. Ma si parlerà anche delle elezioni suppletive del 22 e 23 marzo in Veneto, che assegneranno i due seggi della Camera lasciati rispettivamente da Alberto Stefani, eletto presidente della Regione Veneto, e da Massimo Bitonci, neoassessore regionale alle Imprese e al Commercio. Un giro di giostra che rivede Luca Zaia in posizione di bookmaker: dà le carte e scommette sui suoi. Da un punto di maggiore forza.
Nel governo bisognerà rimettere mano anche a qualche posizione. Tra le prime, quella di sottosegretario agli Esteri. L’uscita di Giorgio Silli, diventato Segretario generale dell’Organizzazione internazionale italo-latino americana (Iila), libera una casella che fa gola a molti. Formalmente spetta a Noi Moderati, ma i mutati equilibri interni rendono praticabile anche un’ipotesi diversa. Per il partito di Maurizio Lupi circola il nome di una figura strutturata come Maria Chiara Fazio, esperta di politiche europee e internazionali. E donna: un plus che Giorgia Meloni tiene in considerazione. Se Vannacci volesse tentare la mossa del cavallo, il suo nome di punta sugli Esteri sarebbe quello di Emanuele Pozzolo, inviso però a Fratelli d’Italia.
E la crepa a sinistra? L’uscita dal Pd dell’eurodeputata Elisabetta Gualmini apre scenari inediti. Approdando nel gruppo Renew Europe, apre una breccia per i riformisti delusi da Elly Schlein che potrebbero guardare verso un’altra formazione politica. Lunedì, in una attesa conferenza stampa a Roma, svelerà il suo progetto.
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