Sandro Mazzinghi è morto stamattina all’ospedale Lotti di Pontedera. Avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 3 ottobre. È stato uno dei pugili italiani più forti di sempre. Alter ego di Nino Benvenuti, la sua era una boxe votata all’attacco. Tra gli anni Sessanta e Settanta ha infiammato le platee italiane e di mezzo mondo con il suo stile guerriero.

Mazzinghi si è spento all’ospedale in cui ricoverato da alcuni giorni, ha riferito la famiglia. La salma verrà esposta nel Santuario del Santissimo Crocefisso di Pontedera e lunedì si celebreranno i funerali nella città toscana.

È stato campione del mondo dei pesi superwelter e Campione d’Europa. Cominciò a combattere nel 1961 e terminò nel 1978. Il record recitava 64 match vinti su 69 disputati, 43 per ko, solo 3 sconfitte. Diventa campione del mondo nel 1963 battendo il pugile di New Orleand Ralph Dupas. Quello che doveva essere un anno favoloso, iniziato con le nozze con Vera Maffei, diventa un incubo: la moglie muore in un incidente stradale. Mazzinghi si è aggrappato anche alla boxe, onorando gli impegni presi, per affrontare il dolore.

Resta nella storia il suo incontro con il sudcoreano Ki-Soo Kim nel 1968 in uno Stadio San Siro di Milano stracolmo. Incontro che valse a Mazzinghi di nuovo il titolo mondiale. “Una corrida, un tipo di match che può essere combattuto soltanto una volta nella vita”, ha scritto il giornalista ed esperto di pugilato Dario Torromeo. Divenne il quarto italiano a vincere il titolo mondiale.

Cordoglio da parte della Federazione Pugilistica Italiana: “Resterai per sempre nei nostri cuori … Ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità”. Un lungo messaggio di cordoglio è stato pubblicato sulla pagina web della Federazione.

“Mazzinghi è stato insignito del Collare d’Oro, la massima onorificenza sportiva, nel 2019 e il suo nome è incastonato nella gloria, grazie alla mattonella della Walk of Fame al Foro Italico, che celebra, proiettandolo all’infinito, un percorso costellato di vittorie e fonte d’ispirazione per chi si avvicina al movimento”, si legge sul sito del CONI in un messaggio a uno dei protagonisti dell’età d’oro della boxe italiana.

LA RIVALITA’ CON NINO BENVENUTI – Una rivalità degna di quella tra Coppi e Bartali. Ma su un ring. Questo il rapporto, burrascoso, tra Mazzinghi e Nino Benvenuti, altro italiano oro olimpico e campione del mondo. Nel 1965 Mazzinghi fu sconfitto per due volte da Benvenuti per la corona mondiale dei pesi medi junior, detti anche Superwelter, ma contestò i verdetti in entrambe le occasioni.

Soltanto due anni fa i due si erano riconciliati con una telefonata del toscano al rivale Nino mentre era ricoverato a Roma per un intervento chirurgico per calcoli alla cistifellea. “Per parlare di Sandro Mazzinghi bisogna trovare le parole migliori. Ci siamo battuti, sono sempre state battaglie dure, ma l’ho sempre rispettato e ora lo ricordo con affetto. La nostra è stata una rivalità come quella fra Coppi e Bartali, abbiamo diviso l’Italia dello sport”, ha detto Benvenuti ricordando il grande rivale scomparso. “Sul ring Sandro era un guerriero – dice ancora -, ti metteva paura, lo guardavi negli occhi e capivi che per lui c’era solo il volerti sopraffare, voleva vincere a tutti i costi. E per batterlo dovevi dare veramente qualcosa in più”.

Redazione