La multinazionale svizzera Nestlé sta per vendere delle quote significative delle proprietà delle sue acque, con un costo dell’operazione che si aggira attorno ai 5 miliardi di euro e che includerebbe famosi marchi di acqua come San Pellegrino, Perrier e Acqua Panna. Questa scelta da parte della famosa azienda, come riportato da Milano Finanza, comprenderebbe l’idea di puntare forte anche su altre categorie, come ad esempio il caffè, il petcare e la nutrizione. I lavori di “ristrutturazione” erano partiti già dall’inizio di quest’anno, e ciò ha da subito attirato l’interesse di colossi del private equity, come CD&R, KKR e PAI Partners, che avrebbero già avanzato delle offerte per essere proprietari al 50% di questa divisione. Tra le società interessate, appaiono anche Platinum Equity e Blackstone.

La Nestlè starebbe quindi mettendo in atto una serie di importanti cambiamenti decisi dal nuovo amministratore Philipp Navratil, che ha sottolineato l’importanza di questa evoluzione dichiarando: “La lunga storia della nostra azienda è definita dalla sua capacità di evolversi e adattarsi, qualità che ci hanno permesso di prosperare attraverso le generazioni e di creare valore condiviso“. Il CEO ha poi aggiunto, in occasione dell’annuncio dei risultati del quarto trimestre del 2025: “Stiamo accelerando l’esecuzione con un’organizzazione più snella e orientata alle prestazioni, e la strada è tracciata per un miglioramento continuo nel 2026 e oltre“.

La decisione dell’azienda di separare l’attività delle acque nasce anche da alcune difficoltà operative e reputazionali. Ad esempio, il marchio Perrier è stato al centro del dibattito per l’accusa di utilizzare nella composizione della propria acqua trattamenti di disinfezione non autorizzati. Inoltre, la divisione delle acque è stata spesso vista dagli investitori come un asset non fondamentale con margini inferiori rispetto ad altri settori premium del gruppo. La Nestlé starebbe anche investendo nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza. La Chief Financial Officer Anna Manz, ha spiegato l’approccio all’azienda in questo ambito: “Stiamo utilizzando l’IA per comprendere meglio gli indicatori principali che guidano il nostro conto economico. In definitiva, l’IA genetica ci aiuterà a consigliare i nostri team sulle azioni da intraprendere per ottenere risultati migliori“.

All’inizio di quest’anno, c’è stato un richiamo precauzionale per alcuni lotti di latte artificiale a causa di una contaminazione. Nonostante ciò, la direzione del gruppo rimane ferma nel voler riposizionare l’azienda Nestlé a capo del settore, con la trasformazione che include anche l’efficientamento della produzione attraverso l’armonizzazione delle ricette. A riguardo, lo Chief Technology Officer Stefan Palzer ha dichiarato: “Stiamo sfruttando la nostra competenza in tutte le categorie per sviluppare un approccio globale alla specifica delle ricette e dei materiali. Completando questo con strumenti digitali, stiamo diventando più efficienti, garantendo al contempo sicurezza, conformità e preferenza“. La vendita di una quota delle proprie acque, tra cui San Pellegrino, risulta essere per Nestlé un passaggio cruciale, che ha l’obiettivo di diventare un’organizzazione più agile e maggiormente focalizzata sui consumatori. In questo caso, si è espresso il responsabile delle Strategic Business Units, David Rennie: “Dotiamo i team di marketing e vendita di strumenti digitali che aumentano la qualità, l’efficienza e l’efficacia, offrendo un miglior ritorno di investimento e consentendo una maggiore attenzione alla crescita dei nostri marchi e alla vittoria con i nostri consumatori e clienti“.