La storia comincia il 22 dicembre 2022, con l’ordine del giorno con cui il Consiglio comunale fissava i primi paletti per la vendita: almeno 40 milioni per il quartiere, da ricavare non dal prezzo dello stadio ma da oneri di urbanizzazione, contributo sul costo di costruzione ed extraoneri concordati con i club. L’11 novembre 2024 un secondo ordine del giorno chiede di destinare anche i proventi della vendita a progetti in zona San Siro, al contrasto dell’emergenza abitativa e agli impianti sportivi. La delibera di vendita di fine settembre 2025 non cita più i 40 milioni e rinvia la ripartizione a un provvedimento successivo.

A riaprire il caso, a inizio ottobre, è il Rapporto ambientale depositato per la Valutazione strategica sul piano dello stadio: gli extraoneri risultano assorbiti dalle opere infrastrutturali, che costano più dei contributi dovuti. Il solo tunnel Patroclo è stimato in 68,1 milioni, coperti per 38,7 dagli oneri di urbanizzazione e per il resto dai club; il contributo sul costo di costruzione, circa 25 milioni, servirà ad attrezzare almeno ottantamila metri quadri di verde ceduti al Comune.

Martedì, al Forum della rigenerazione urbana, la vicesindaca Anna Scavuzzo ha risposto che i soldi non sono spariti, anzi: al quartiere andranno i 73 milioni già versati dai club sui 197 del rogito, con una delibera ad hoc. Il centrodestra non ci sta. Per Marco Bestetti, consigliere regionale di FdI ed ex presidente del Municipio 7, è “il gioco delle tre carte“, perché le due voci dovevano sommarsi. Il capogruppo leghista Alessandro Verri ha depositato un’interrogazione per sapere se gli extraoneri siano stati “integralmente assorbiti dai maggiori costi delle opere infrastrutturali”.

La scelta della vicesindaca ha una sua logica. Gli extraoneri erano una cifra da negoziare con i club e da difendere voce per voce contro i costi delle opere, che il Rapporto ambientale mostra già lievitati. I 73 milioni sono incassati, e la loro destinazione la decide il Consiglio comunale con un voto pubblico. Resta la questione posta dall’opposizione: l’ordine del giorno del 2024 destinava i proventi della vendita anche all’emergenza abitativa e agli impianti sportivi, e la delibera dovrà chiarire se i 73 milioni si aggiungono ai 40 promessi o ne prendono il posto. Ora la parola passa all’aula.

Ambrogio

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