Scattano da oggi i controlli sui posti di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di Green Pass rafforzato: chi ha almeno 50 anni dovrà dimostrare di essere vaccinato, o di essere guarito dal contagio da covid-19 da meno di sei mesi. Sanzioni, multe, sospensioni definite dal Decreto legge n.1 del 7 gennaio 2022. E i No Vax insorgono. Soprattutto online – la manifestazioni di ieri al Circo Massimo a Roma è stata un grande flop – : è infatti in tendenza da alcune ore, e ri-postato continuamente l’hashtag #GiornoDellaVergogna. A chi si chiede di cosa si tratti, ecco: proprio della protesta di chi grida da tempo, qualcuno da mesi altri da anni, alla fantomatica “Dittatura Sanitaria” – niente a che fare dunque con commemorazioni storiche o simili.

Il filosofo Diego Fusaro, per esempio, scrive: “Invero, stiamo vivendo da due anni un giorno della vergogna dietro l’altro. E la massima vergogna deriva non già dalla perfida dei malvagi, ma dall’indifferenza dei più”. E ancora: “L’Italia è un Leviatano tecnosanitario fondato sull’infame tessera verde”. Il Foglio ha riportato le chat dell’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Quello che non è concepibile è la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, credo una porcata simile non sia mai stata fatta da quando è in vigore la Costituzione”, ha scritto Raggi.

“Da domani scatta l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro per gli over 50 – aveva postato su Facebook – una misura decisa il 7 Gennaio (circa 40 giorni fa) prima del crollo, ad oggi evidente, dei contagi. Altri paesi, Spagna e Portogallo ad esempio, stanno riaprendo senza aver mai adottato l’utilizzo delle carte verdi dimostrando dati alla mano che l’utilizzo di questa misura è pressoché inutile. Saranno almeno 1,5 milioni i lavoratori che domani mattina potrebbero rimanere a casa senza reddito, in un paese che non riesce a ripartire perché zavorrato da un provvedimento che sta alimentando divisioni sociali, Vax contro No Vax. Un provvedimento che, tra le altre cose, sta disincentivando il turismo È il momento di guardare in faccia la realtà. Poniamoci una domanda: è necessario il Green Pass rafforzato obbligatorio per gli over 50? La risposta è no”.

Queste le argomentazioni più o meno denunciate sui social da quella parte di cittadinanza italiana ostile, contraria, se non perplessa e dubbiosa, anche impaurita, dai farmaci anti-covid (recentemente l’Istituto Superiore di Sanità aveva riassunto così l’efficacia: il rischio di morte per i non immunizzati è di 33 volte più alto rispetto agli immunizzati, di 39 volte quello di finire in terapia intensiva). Alcuni definiscono la misura come il “peggiore ricatto della storia. L’Italia non è più una repubblica fondata sul lavoro” e “il 15 Febbraio è il giorno della vergogna! Il giorno in cui il governo italiano toglie il lavoro a migliaia di persone! Dobbiamo twittarlo tutti, deve passare alla storia da subito” e “non ho idea di come si ricostruirà un senso di nazione, di comunità, di fiducia nelle istituzioni. Non so nemmeno se ne varrà la pena”. “Non mi avrete mai”, scrivono altri facendo riferimento al vaccino e alla dittatura sanitaria. “Mi avete tolto il lavoro, ma non mi avrete mai: MAI!”. E ancora: “Il momento più basso della storia repubblicana” e perfino “51 anni di vita specchiata. Gli studi, il lavoro, la famiglia. Da oggi non potrò più lavorare. Consumerò ogni centesimo dei miei risparmi, poi chiederò l’elemosina in strada. Sappiate che piuttosto mi ammazzo, ma non mi piegherò al vostro ricatto”.

L’obbligo di Super Green Pass sarà in vigore fino al prossimo 15 giugno. Dovrà essere rispettato da tutte le persone che compiranno 50 anni entro quella data. Chi non sarà in regola potrà mantenere il posto di lavoro ma senza alcun diritto sulla retribuzione. Esentate le persone che non possono vaccinarsi per motivi di salute, attestati dal medico di base o dal medico vaccinatore, e chi è guarito recentemente e deve aspettare almeno 120 giorni per la somministrazione.

Le sanzioni vanno dai 600 ai 1.500 euro. Sanzionato anche chi non ha completato il ciclo rispettando i tempi: per esempio facendo la prima dose ma non la seconda. I controlli spetteranno al datore di lavoro, che potrà andare incontro anche lui a sanzioni in caso di omissioni. I controlli potranno essere compiuti a campione. L’obbligo per gli over 50 era stato introdotto con il decreto legge entrato in vigore lo scorso 8 gennaio. A inizio febbraio gli over 50 non vaccinati erano oltre due milioni di persone.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.