Novak Djokovic sarà essere espulso dall’Australia. La decisione all’unanimità del tribunale federale ha respinto il ricorso del numero 1 al mondo del tennis contro l’annullamento del suo visto, il secondo in poche settimane. Niente Australian Open per il 34enne serbo, dopo settimane di telenovela, ricorsi e melina sul caso dell’esenzione medica dal vaccino anti-covid annunciata dallo stesso campione prima di imbarcarsi sull’aereo, tramite i social, che aveva scatenato un caso internazionale.

Il tribunale ha quindi confermato la decisione del ministro dell’immigrazione con un verdetto unanime da parte dei tre giudici. Il compito della corte, ha sottolineato il presidente James Allsop, era quello di valutare se la decisione presa dal ministro dell’Immigrazione fosse illegale, irrazionale o legalmente irragionevole. Il ministro Alex Hawke aveva motivato l’annullamento del visto dello sportivo non vaccinato contro il covid-19 argomentando che la sua presenza sul territorio australiano sarebbe stata un rischio per la salute e il “buon ordine” e “potrebbe essere controproducente per gli sforzi di vaccinazione da parte di altri in Australia”.

Il provvedimento del ministro era stato sospeso. Il lunedì precedente il giudice Anthony Kelly aveva restituito il visto inizialmente cancellato al tennista per vizi procedurali. Djokovic era stato nel frattempo alloggiato al Park, struttura di detenzione per immigrati senza visto. Decisiva l’indagine sulla dichiarazione di viaggio del campione nella quale si leggeva che non aveva viaggiato nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Australia. Djokovic era invece volato in Spagna a Marbella per allenarsi.

“Il mio agente si scusa in modo sincero per l’errore amministrativo nel segnare la casella sbagliata, è stato un errore umano e di certo non deliberato”, aveva dichiarato il tennista in una dichiarazione il tennista aggiungendo che il suo team aveva “fornito informazioni aggiuntive al governo australiano per chiarire la questione”. La Border Force australiana, l’autorità locale per l’immigrazione, aveva annunciato invece l’avvio di un’indagine per accertare se ci fosse stata una “dichiarazione falsa”. Le motivazioni di Djokovic a supporto dell’esenzione medica che aveva presentato, ammettendo in interrogatorio di non aver ricevuto il vaccino, erano state messe in discussione anche quelle in quanto l’atleta aveva dichiarato di essere risultato positivo al covid-19 a metà dicembre ma proprio in quei giorni aveva preso parte a interventi pubblici e rilasciato interviste in presenza.

Il campione è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali. Resterà in stato di fermo fino alla sua espulsione, che di solito in Australia include anche il divieto di tre anni di ritornare nel Paese. Il tennista serbo è stato nove volte campione del torneo australiano che partirà domani a Melbourne. Non potrà così puntare al 21esimo titolo del Grande Slam della sua carriera. Il cosiddetto lucky loser ripescato al suo posto è Salvatore Caruso, 29enne siciliano, attualmente al 150esimo al mondo.

Le prime parole di Djokovic in un comunicato stampa: “Sono estremamente deluso dalla sentenza della Corte che ha respinto la mia richiesta di riesame giudiziario della decisione del Ministro di annullare il mio visto, il che significa che non posso rimanere in Australia e partecipare agli Australian Open. Ora mi prenderò un po’ di tempo per riposarmi e riprendermi, prima di fare ulteriori commenti su questo. Rispetto la sentenza della Corte e collaborerò con le autorità competenti in relazione alla mia partenza dal Paese”. Il tennista si è detto “a disagio che l’attenzione delle ultime settimane sia stata su di me e spero che ora possiamo concentrarci tutti sul gioco e sul torneo che amo. Vorrei augurare ai giocatori, ai funzionari del torneo, allo staff, ai volontari e ai fan tutto il meglio. Infine, vorrei ringraziare la mia famiglia, i miei amici, la mia squadra, i tifosi e i miei compagni serbi per il continuo supporto. Siete stati tutti una grande fonte di forza per me”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.