La psicosi Epatite A sta sempre più prendendo piede a Napoli e in tutta Italia. Nonostante i ricoveri in ospedale siano in diminuzione in città ancora vige il divieto di consumo di fritti di mare crudi. I controlli dell’ASL sono serrati e nei giorni scorsi i pescivendoli si sono riuniti sotto a Palazzo San Giacomo in protesta poiché lamentano una contrazione nelle vendite di frutti di mare di oltre l’80%. Insomma una epidemia che se in città sta rientrando, si sta allargando nelle altre regioni con contagi, in particolare in Puglia e Lazio, in salita. La causa pare siano le forti piogge degli scorsi mesi che hanno causato fuoriuscite di acque nere dal sistema fognario e trasmesso ai mitili il virus dell’epatite che ha causato poi un picco di contagio che ha scatenato una vera e propria psicosi.

E se da un lato i pescivendoli lamentano la diminuzione delle vendite, dall’altro sono colpiti dalla psicosi i ristoranti giapponesi. Infatti moltissimi si chiedono se il sushi sia pericoloso. Non sono bastati gli esperti che hanno spiegato che non c’è nulla da temere, visto che si tratta di alimenti che nulla hanno a che fare con i frutti di mare, tracciati, e abbattuti a dovere. Ma una psicosi è difficilmente controllabile ed essendo vietati i frutti di mare crudi difficilmente i clienti finali mangeranno con nonchalance altri prodotti di mare non cucinati. Quindi anche se i ristoranti giapponesi, solitamente, non hanno a menu frutti di mare crudi, stanno risentendo molto degli effetti dell’epidemia di Epatite A. Anzi, probabilmente sono proprio i più colpiti. Alcuni proprietari di ristoranti giapponesi, infatti, parlano di una contrazione di addirittura il 90% delle prenotazioni, dati drammatici che stanno rischiando di aprire una vera e propria crisi del settore. Un mercato che vale oltre 1 miliardo di euro all’anno nel nostro Paese.

E così in un momento molto delicato, con tanta disinformazione che rischia di condannare non solo le attività meno solide ma anche quelle più affermate nel settore, viene in soccorso la creatività tutta partenopea. I gestori di Hachi, uno dei ristoranti giapponesi più in voga della città, che ha numeri record in quanto a recensioni e in passato è stato addirittura in testa alla classifica cei ristoranti più votati della città su Tripadvisor, ha creato un menu per tutti quelli che non vogliono rinunciare al cibo giapponese ma stare tranquilli. Il menu lanciato del locale di via Luca Giordano al Vomero si chiama “No panic” e prevede tutti cibi cotti e che non possono trasmettere Epatite A. Come detto, non come ce ne fosse bisogno visto che in un ristorante giapponese il pesce è tracciato e abbattuto, ma per dare quella sicurezza che i clienti evidentemente chiedono. Il menu a 25 euro a persona (bibite escluse) prevede Bao, tipici panini cotti al vapore ripieni di pancia di maialino nero, Edamame, i fagioli della soia, Yakitori di pollo (spiedini), Yakisoba di pollo o carne (spaghetti saltati), gli Ebiten, variante degli uramaki con gamberi in tempura e infine come dolce i Rolls al cioccolato. Tutto cucinato per un pranzo o una cena in assoluta tranquillità. Ah e senza dimenticare che proprio lo stesso ristorante, qualche giorno fa, aveva pubblicato i risultati dell’ispezione dell’ASL che recitava: “Locale perfettamente pulito, conforme e in totale regola“… Insomma in un momento di psicosi non ci resta che approfittare di questo per riuscire a frequentare locali che solitamente sono pienissimi e perché no assaggiare anche piatti che solitamente non prendiamo in considerazione.

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Esperto di social media, mi occupo da anni di costruzione di web tv e produzione di format