Venerdì 21 novembre alle ore 14:45 ci sarà l’ultima diretta Facebook di Vincenzo De Luca, da presidente della Campania. Dopo dieci anni in cui senza soluzione di continuità, fatte salve rarissime eccezioni, De Luca dispensava urbi et social il suo verbo, dalla prossima settimana il palinsesto social del venerdì pomeriggio subirà una profonda mutazione. Per certi aspetti una vera e propria rivoluzione, non tanto e non solo nell’audience, perché quella già da tempo, almeno dalla fine della stagione pandemica in avanti, è un ricordo sbiadito, quanto invece nella cornice narrativa e nondimeno in quella scenografica.

De Luca dovrà necessariamente rinunciare ai colori e ai vessilli statutari della Regione Campania che hanno griffato le sue 257 dirette dal 2025 a oggi, così come, dovrà mettere da parte alcuni dei temi che hanno segnato il decennio trascorso alla guida della regione più. In questo processo di riposizionamento dell’identità digitale, rientra anche l’aggiornamento delle descrizioni degli account social sui quali, ovviamente fino all’ultimo secondo utile, ci sarà in bella mostra la specifica di Presidente della Campania. Sia ben chiaro, a scanso di possibili fraintendimenti, che Vincenzo De Luca continuerà anche nel prossimo futuro a dispensare a destra e manca le sue mitologiche sciabolate, senza minimamente curarsi di esser privo – almeno nell’immediato – di un ruolo istituzionale e in attesa di provare per la terza volta nella sua lunga carriera politica a indossare la fascia tricolore di sindaco di Salerno.

Proprio perché nel mirino deluchiano da dicembre in avanti c’è il ritorno a Palazzo di Città, la narrazione a mezzo social è destinata a continuare, a non fermarsi. Inoltre, non bisogna qui trascurare una seconda ragione che lo spinge a non recidere il cordone ombelicale con i suoi follower e che ha a che fare con la dimensione della celebrità. Vincenzo De Luca sa bene, ne ha piena consapevolezza, di essere un politico – celebrità, uno status ottenuto proprio grazie alla potenza di copertura che solo i social media possono garantire in modo così profondo, repentino e a basso costo. Solo che questa dimensione per quanto gratifi cante impone a chi la vive di comunicare in modo regolare e permanente, festivi compresi. Tornando però alle dirette Facebook vale la pena incolonnare anche una serie di dati per comprendere l’effettivo peso che hanno avuto nel successo e nella popolarità deluchiana.

La diretta più seguita, con picchi di 114 mila utenti connessi rimane quella del 19 aprile 2020, in pieno lockdown da Covid-19, invece quella che ha prodotto il maggior numero di interazioni, ben 252.806 tra like, commenti e interazioni, è stata quella pubblicata il 23 ottobre del 2020, quindi sempre in era pandemica. Ma, anche grazie alle dirette nel biennio pandemico sono aumentati i follower: a gennaio del 2020, giusto per dare qualche dato di questa cavalcata travolgente, i follower che seguivano la pagina Facebook erano 250.096, mentre tra aprile e giugno di quell’anno avevano già raggiunto e superato prima la soglia degli 800 mila e poi quella del milione. In questo trimestre irripetibile, sulla pagina Facebook, sono stati pubblicati complessivamente 41 contenuti video, suddivisi in dirette e non, e di questi due hanno superato il muro dei 2.000.000 di visualizzazioni e ben 4 invece hanno raggiunto 1.000.000 di visualizzazioni. Numeri straordinari e, forse, non più replicabili, pur se De Luca in questi anni non ha mai finito di sorprenderci.

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Domenico Giordano è spin doctor per Arcadia, agenzia di comunicazione di cui è anche amministratore. Collabora con diverse testate giornalistiche sempre sui temi della comunicazione politica e delle analisi degli insight dei social e della rete. È socio dell’Associazione Italiana di Comunicazione Politica. Quest'anno ha pubblicato "La Regina della Rete, le origini del successo digitale di Giorgia Meloni (Graus Edizioni 2023).