Una piazza non basta al Gay Pride 2021 organizzato, almeno in partenza, come un sit-in da tenersi sabato 26 giugno, alle ore 17 in piazza Vittorio Emanuele a Roma. Come già preannunciato dall’organizzatore Claudio Mazzella, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, la Questura ha autorizzato l’evento statico: “Ma se il numero dei partecipanti dovesse essere alto allora ci sposteremo fino in piazza della Repubblica. C’è stata proposta e garantita una piazza, ma a numero chiuso e con accesso limitato, una soluzione chiaramente non percorribile per noi perché avrebbe minato l’essenza stessa del Pride che nasce per accogliere, non per escludere”. Si aspettano quindi controlli da parte delle forze dell’ordine, strade chiuse e massima allerta.

IL CALENDARIO DELLA MANIFESTAZIONE

La Gay Croisette continuerà dopo la giornata inaugurale, il 25 giugno con un talk con Vladimir Luxuria e Marilena Grassadonia, in occasione del quale verrà presentato il documentario, vincitore del Nastro D’Argento, “Il caso Braibanti” di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese. Ci sarà inoltre lo show di Muccassassina, che torna dopo lo stop imposto dal Covid. Al Teatro dei Documenti, in presenza, ci sarà la proiezione del film “L’altra metà del cielo. Donne” con dibattito a cura di DiGay Project. Sabato 26 giugno invece dalle 11 fino alle 2, spazio al “Pride in The Park” al Brancaccino Openair con diverse iniziative. Nella sessa giornata sono inoltre previsti al Teatro Belli, in streaming, “Alan Belli e la mela avvelenata” mentre in presenza, al teatro Lo Spazio, “Anche lei nel suo piccolo parla”.

Fabrizio Marrazzo candidato sindaco alle comunali di Roma
Fabrizio Marrazzo candidato sindaco alle comunali di Roma

LA CANDIDATURA A SORPRESA

C’è un nuovo volto nella corsa alla poltrona di sindaco della Capitale. Dopo l’annuncio di Micaela Quintavalle in corsa con il partito comunista, ieri Fabrizio Marrazzo ha lanciato la sua candidatura. Marrazzo è ingegnere, storico attivista Lgbt+ e portavoce nazionale del partito Gay per i diritti Lgbt+, Solidale, Ambientalista e Liberale. “Sabato – racconta – saremo presenti al Pride di Roma per parlare di come la proposta di legge contro l’omotransfobia (ddl Zan) consentirà ancora a chiunque di chiamarci malati in virtù delle proprie idee, anche se la scienza ha tolto l’omosessualità dalle malattie nel 1990, cosa che sembra non basti al Vaticano”.

Redazione