La vicenda raccontata dal Corriere della Sera
Simona Sparaco ricorda il padre: “Rovinato da Woodcock, farò di tutto perché passi il Sì al referendum”
Alla scrittrice non è andato giù l’arresto del padre. Ora vuole votare Sì per non infangare la sua memoria
La scrittrice Simona Sparaco ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui parla del padre, morto due mesi fa, e della vicenda che ha portato al suo arresto nel 2002. All’epoca, Luigi Sparaco fu accusato di associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta, venendo arrestato così dal pm Henry John Woodcock. Dopo aver scontato alcuni mesi di detenzione, venne poi assolto con formula piena dopo 8 anni di iter giudiziario. Per la prova della sua innocenza, venne risarcito con 11.557 euro, ma alla fine la sua azienda fallì comunque, complice l’interdizione giudiziaria alla quale era stata sottoposta durante gli anni dei processi.
Nell’intervista la figlia non si è risparmiata nel proclamare l’innocenza del padre, sottolineando come al referendum imminente voterà per il Sì proprio perché sia fatta giustizia: “Lunedì si vota per il referendum sulla giustizia e lunedì mio padre avrebbe compiuto 83 anni. Ho pensato fosse un segnale“, ha dichiarato. Poi, sull’apparizione in tv del pm artefice dell’arresto del padre: “Giovedì scorso non ho cambiato il canale della tv, per la prima volta dal 2 luglio 2002, da quando tutto era cominciato“. Alla domanda su cosa fosse successo in quel lontano luglio del 2002, la scrittrice ha ricordato il momento dell’arresto, avvenuto per le accuse infondate del pm: “In una mattina qualunque, la polizia è entrata in casa nostra con un mandato di perquisizione e di arresto per mio padre. Secondo Woodcock aveva corrotto il direttore generale“. Tutto ciò non era vero, secondo Simona Sparaco il magistrato all’epoca in forza alla procura di Potenza sosteneva che il padre gli avesse regalato una casa per ottenere degli appalti necessari per i lavori all’ospedale di Orbetello. Ma, piccolo particolare, la casa in questione si sarebbe dovuta trovare nel quartiere di Monteverde a Roma, in una via che non esisteva…
Ma su cosa si basava l’accusa che tanti problemi ha creato a Luigi Sparaco? Sulle numerose pagine del fascicolo sull’accusa nei suoi confronti, i figli non sembrerebbero aver trovato nulla: “Io e i miei fratelli abbiamo sfogliato a fondo le cinquecento pagine che lo accusavano. Abbiamo trovato soltanto un signore che diceva: “Io forse ho sentito dire che Luigi Sparaco avrebbe regalato una casa al direttore generale dell’Inail“. Stando a quanto dichiarato dalla scrittrice, il padre lo avrebbe incontrato per la prima volta proprio nell’ufficio del magistrato a Potenza, e Woodcock si sarebbe accanito con Sparaco solamente per la ricerca di un po’ di visibilità. Secondo la scrittrice, il pm avrebbe distrutto una quantità ragguardevole di famiglie, oltre alla loro, e infine è riuscito ad ottenere l’interdizione degli appalti dell’impresa del padre, che si è venduto la casa per non far mancare gli stipendi ai propri dipendenti.
Ora Simona Sparaco, tra l’altro moglie del giornalista Massimo Gramellini, invita a votare Sì, per una questione rimasta irrisolta per troppi anni: “Ora c’è questo referendum, ed è arrivato il momento. Woodcock ha distrutto vite e non ha chiesto scusa a nessuno. Per questo io voto Sì“, ha dichiarato ad Alessandra Arachi del Corriere della Sera. Ora che Luigi Sparaco non c’è più, alla figlia rimane solo tanta rabbia che difficilmente passerà, ma anche la consapevolezza che grazie al sacrificio del padre è riuscita a trovare il bello da tutta questa situazione.
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