L'€conomista
Stati Generali dell’Adm 2026, nuovo equilibrio del sistema tra compliance e tecnologie
Nel 2025 oltre 82 miliardi sono stati raccolti per l’Erario. Il dialogo tra imprese e istituzioni riscrive il ruolo dell’Agenzia, intenzionata a spostare il baricentro dall’intervento repressivo verso un modello preventivo, con il supporto dell’AI
Più che una fotografia dell’attività dell’ultimo anno, gli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno offerto una lettura di come stia cambiando il rapporto tra amministrazione fiscale, imprese e mercati. Il dato iniziale è quello delle dimensioni: oltre 82 miliardi di euro raccolti per l’Erario nel 2025, due miliardi in più rispetto all’anno precedente, con 21,7 miliardi provenienti dalle Dogane, 33,7 miliardi dalle Accise e 11,5 miliardi dal comparto dei giochi.
La terza edizione dell’appuntamento, voluta dal direttore dell’Agenzia Roberto Alesse e andata in scena mercoledì e giovedì, ha riunito a Palazzo Wedekind esponenti istituzionali e operatori economici, a partire dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (in video), dal viceministro Maurizio Leo, dal sottosegretario Sandra Savino e dal presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri. Accanto a loro, Andrea Mazzella, direttore Relazioni Internazionali ADM, Claudio Oliviero, direttore Dogane, e Luigi Liberatore, direttore Accise. Ma i numeri raccontano soltanto una parte della trasformazione. Nel 2025 il sistema dei controlli è stato profondamente ricalibrato: oltre 4 mila tonnellate di merci sequestrate per un valore di circa 336 milioni di euro, sanzioni per quasi 139 milioni, più di 39 milioni di euro di sequestri nel comparto tabacchi e 1.038 siti di gioco illegale oscurati, il 44% in più rispetto al 2024. Una strategia costruita attraverso la Rete Nazionale Antifrode e una selezione sempre più mirata del rischio.
Il punto, però, è che l’Agenzia sembra voler spostare il baricentro dall’intervento repressivo a un modello preventivo. È emerso con forza nella sessione dedicata alle Dogane, dove Claudio Oliviero ha indicato come priorità l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, dell’analisi preventiva e della certificazione “Trust & Check” per evitare che l’aumento dei controlli rallenti i traffici commerciali. Una necessità resa ancora più evidente dall’espansione dell’e-commerce: le dichiarazioni doganali hanno superato quota 105 milioni, con un incremento del 18%, mentre i sistemi ADM hanno processato circa 16 milioni di dichiarazioni aggiuntive rispetto all’anno precedente. Una trasformazione analoga attraversa il settore delle accise. La riforma collegata alla legge delega 111/2023 e al decreto legislativo 43/2025 punta a rendere il sistema più aderente ai consumi reali, attraverso strumenti come le dichiarazioni semestrali in sostituzione di quelle annuali. Dietro il cambiamento c’è un lavoro sviluppato tra Agenzia, Dipartimento delle Finanze e associazioni di categoria per ridurre oneri amministrativi e rendere più sostenibile il rapporto tra controlli e attività economica.
È in questo quadro che si inserisce il SOAC, il nuovo Soggetto Obbligato Accreditato, costruito sul modello dell’Operatore Economico Autorizzato: non soltanto una novità normativa, ma un diverso paradigma basato su affidabilità, trasparenza e incentivi per i soggetti virtuosi. La direzione appare chiara: trasformare la compliance da obbligo amministrativo a leva di competitività.
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