Gli anestesisti insistono: lockdown per i non vaccinati. E minacciano scioperi e manifestazioni di protesta qualora il governo e la politica non dovessero intervenire con maggiore decisione sulla quarta fase dell’emergenza. L’appello è stato lanciato all’Ansa da Alessandro Vergallo, Presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac). “Dall’analisi della tendenza degli ultimi 15 giorni, dunque, emerge come i No Vax in Terapia intensiva abbiano avuto un rapido incremento del 32% e, di contro, i vaccinati in Terapia intensiva si siano ridotti del 33%”, riportava il network degli ospedali sentinella di Fiaso lo scorso 8 dicembre.

Il bollettino di ieri ha riportato 24.259 nuovi positivi e 97 morti, il tasso di positività al 4,3%. Gli anestesisti si aspettano un aumento del 70% dei ricoveri in terapia intensiva nell’arco di due o tre settimane, “raggiungendo così circa 1700 pazienti ricoverati nelle terapie intensive”, ha osservato Vergallo. Al momento i posti occupati in terapia intensiva sono 9mila, ma non tutti effettivi, e ne sono occupati circa mille”. Però, ha continuato il Presidente, “è irrealistico pensare di poterne aumentare il numero ulteriormente perché mancano i medici. Non è questa la soluzione, non si può spremere ancora il sistema”.

Per Vergallo la soluzione alla quarta ondata non consiste “nell’aumentare all’infinito i posti di terapia intensiva e area medica, bensì nell’adottare misure di contenimento sociale più drastiche per frenare la circolazione del virus, come il lockdown stringente per i non vaccinati”, appunto. “Abbiamo poco tempo per agire con misure più restrittive e prevenire un aumento di casi e ricoveri. Al contrario, c’è stato un allentamento dei comportamenti prudenti, anche per l’avvicinarsi delle feste”.

Il Presidente dell’Aaroi-Emac non esclude, anzi quasi minaccia, azioni di protesta da parte della categoria se il governo non interverrà: “Non escludiamo azioni di protesta dei medici anestesisti e di Pronto soccorso, fino allo sciopero, se la politica continuerà a proporre la moltiplicazione dei posti letto in terapie intensiva e area medica come unica soluzione per fare fronte al peggioramento dell’ondata pandemica, incurante della carenza cronica degli organici medici e delle condizioni di lavoro dei sanitari”. Per Vergallo “non è possibile ‘spremere’ ulteriormente il sistema ospedaliero, viste le condizioni attuali e la mancanza di medici. Quindi se questo gioco al rialzo continuerà, non escludiamo azioni di protesta molto forti”.

Un appello simile era stato già lanciato un mese fa dal professor Andrea Giarratano, presidente della Siaarti (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva), che anticipava: “Con queste cifre e con questa tendenza preoccupante, che cade nel periodo autunnale e invernale in cui le aree critiche sono già sotto pressione, nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento”. Il professore anticipava che con questo trend i medici avrebbero dovuto scegliere chi curare in terapia intensiva, “riducendo quindi i posti letto disponibili per pazienti cronici riacutizzati, chirurgici anche oncologici, cardiopatici, politraumatizzati e tutti quelli con sindromi acute che compromettono funzioni vitali”.

Il ministero della Salute in una nuova circolare ha definito la fase epidemica “acuta”, caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione del virus SarsCoV2 nella maggior parte del paese anche per via della diffusione della nuova variante Omicron. Il dicastero ha raccomandato la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SarsCoV2, sia a livello territoriale che ospedaliero”. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha convocato una cabina di regia per il 23 dicembre. Secondo Guido Rasi, consulente scientifico del commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, l’Italia è sempre più vicino alla Zona Arancione. “È fondamentale – ha dichiarato – fare subito le terze dosi. È una corsa contro il tempo”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.