Regioni e scienziati in pressing alto sul governo per accelerare sul certificato verde ‘rafforzato’, il cosiddetto Super Green Pass. Dal palazzo Chigi arriva un prima risposta circa l’ipotesi di limitare movimenti e spostamenti ai non vaccinati. Qualora ci dovesse essere un passaggio in arancione di qualche Regione, siccome questa misura prevederebbe in automatico tutta una serie di restrizioni come la chiusura dei ristoranti alla sera oltre che cinema e teatri, in questo caso dobbiamo mettere in atto un sistema che dia la possibilità a chi si è vaccinato di poter continuare a usufruire di queste libertà ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Per chi invece decide di non vaccinarsi – ha ribadito – è giusto garantire il diritto al lavoro ed i diritti primari, ma se una persona non si vaccina è giusto che abbia qualche restrizione in più”.

Un nuovo green pass solo per i vaccinati, quindi, in modo da “mettere in sicurezza il sistema sanitario e le attività per anticipare scenari di criticità”. Questa la richiesta presentata dal presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga al governo a nome di tutti i governatori. La settimana decisiva è questa per il nuovo decreto che dovrà dare il via alla certificazione verde che consentirà solo ai vaccinati e ai guariti dal Covid di frequentare i luoghi a maggior rischio di contagio come bar, ristoranti, teatri, cinema, stadi, palestre, piscine.

I ministri Gelmini e Speranza e il sottosegretario Garofoli vedranno oggi il presidente Fedriga e gli altri governatori. Sul tavolo la lettera  inviata al presidente Draghi, con cui la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime “forte preoccupazione” per il peggioramento dei dati epidemiologici in alcune aree del Paese e chiede di battere con decisione un colpo.

Il timore che ha innescato il pressing è la coincidenza della quarta ondata di Covid 19 con la stagione turistica invernale e le festività natalizie che si avvicinano. Una ricaduta “sulla ripresa economica e sulle attività sociali” già annunciata in questi giorni dal presidente di Federalberghi Roma preoccupato dalle prime avvisaglie: “Il 20% delle camere prenotate sono già state disdette”, un trend “in peggioramento”.

Le regole e le norme vigenti sono state decise dal governo quando il numero dei vaccinati era molto inferiore e quando Palazzo Chigi ha dato il via al green pass, e per questo, secondo Regioni e Province spingono palazzo Chigi a una riflessione. Ora che lo scenario è cambiato Fedriga, Toti, Fontana, Zaia, Bonaccini, Zingaretti e gli altri governatori chiedono nuove e più stringenti norme che scongiurino “danni economici incalcolabili legati all’incertezza che i prossimi passaggi di zona rischierebbero di provocare alle attività”. Come fare? Le Regioni suggeriscono di agire in tre step: accelerare la campagna vaccinale, partire “da subito con la somministrazione della terza dose a tutti i cittadini” e, anche se questo nella lettera a Draghi non c’è scritto, potenziare lo strumento del green pass.

Le restrizioni così peseranno solo sulle spalle dei no vax. Favorendo chi invece si è fidato della scienza e del governo e ha accettato di immunizzarsi che deve poter accedere a tutte le attività sociali e di svago grazie a un green pass rilasciato solo a guariti e vaccinati. Rimane la possibilità invece di fare un semplice tampone per andare al lavoro, anche se Walter Ricciardi, consigliere del ministro della salute Roberto Speranza, ha dichiarato che con la nuova variante Delta plus, contagiosa come la varicella, “non possiamo permetterci i falsi negativi dei tamponi rapidi” che hanno ancora un alto grado di fallibilità.

Riccardo Annibali