L’Italia è alle soglie se non già dentro la quarta ondata della pandemia da coronavirus. E quindi il governo corre ai ripari: sulla terza dose, sul Green Pass, sui tamponi. Le regole dovrebbero essere riviste a breve, brevissimo tempo, per scongiurare la verticale risalita nei contagi che si sta verificando in tutta Europa e che finora ha solo lambito l’Italia. I numeri parlano chiaro: il bollettino di ieri ha riportato 7.569 nuovi contagiati e 36 morti a causa delle complicanze del contagio. Dati in salita nelle ultime settimane.

A preoccupare sono anche le prossime festività natalizie, durante le quali le occasioni di incontro e promiscuità aumentano inevitabilmente. Il tasso di positività è salito intanto all’1,7% e i ricoverati in terapia intensiva sono saliti a 458 pazienti. L’Italia, grazie alla campagna vaccinale e alla strategia del Green Pass, è ancora lontana dai numeri del resto d’Europa ma non c’è da abbassare la guardia. Entro Natale alcune Regioni potrebbero cambiare fascia di rischio (il sistema resta infatti in vigore) come Lazio, Marche e Friuli-Venezia Giulia. Al momento l’Italia è tutta Bianca. Non si esclude la creazione di Zone Rosse locali per isolare focolai.

Il Corriere della Sera ha anticipato alcune delle misure al vaglio del governo. E quindi, capitolo Green Pass – ovvero la misura che più proteste e più tensioni ha scatenato negli ultimi mesi in tutto il Paese: il calo dell’efficacia della copertura vaccinale avrebbe convinto gli scienziati a ridurre i tempi di validità della certificazione in caso di vaccinazione – la certificazione è rilasciata dopo la somministrazione del siero anti-covid, dopo un tampone negativo, dopo la guarigione – da 12 mesi a 9 mesi. La mediazione al momento avrebbe escluso una sintesi a 6 mesi perfino.

Altra patata bollente: il test per il tampone e quindi per il Pass. Alcuni scienziati vorrebbero escludere il test antigenico, anche detto rapido, per ottenere il Green Pass, considerato poco attendibile per via dei troppi falsi negativi. L’alternativa sarebbe quello di ridurre la validità del test molecolare da 72 a 48 ore e di quello antigenico da 48 a 24 ore. Materia che scotta: tanti lavoratori No Vax e No Green Pass ricorrono al test per le loro attività e le farmacie ne fanno migliaia al giorno. Più cautela su questo fronte insomma.

Terza dose: dal primo dicembre si parte con i richiami per chi ha più di 40 anni. Sei mesi dopo la seconda inoculazione, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’efficacia cala. L’ampliamento a tutte le fasce di età potrebbe arrivare a inizio 2022 ma dipende tutto dall’andamento della quarta ondata. In settimana sarà firmato il decreto che obbliga il personale sanitario a effettuare il richiamo. La terza dose sarà obbligatoria anche per tutti i lavoratori esterni che accedono alle Rsa.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.